“Negri” della periferia di Barcellona: giovani dominicani tra stigma e resistenza

…da sempre i negri lavorano come negri, perché i negri sono quelli che lavorano di più, per vivere come bianchi…” Simón, 16 anni, desde hace 7 en L’Hospitalet (BCN)

I ragazzi in un parco de L'Hospi.

Los Kitasellos è il nome di uno dei gruppi giovanili della periferia dell’Area Metropolitana di Barcellona con cui lavora l’antropologo Luca Giliberti (Università di Lleida – Ricercatore FPU-ME). Togliersi le etichette (“quitarse los sellos”) della differenza, per molti giovani dominicani de L’Hospitalet de Llobregat, significa resistere allo stigma, imposto anche a livello istituzionale, dalla propaganda elettorale, dalle continue retate della polizia, dai quotidiani alla ricerca di bande latine – e trasformare così la discriminazione in emblema di un’identità negra. In questi testi che precedono la sua tesi di dottorato, Luca presenta alcuni risultati di un’etnografia condotta tra scuola superiore e spazi pubblici tra il 2010 e il 2011 nei quartieri La Torrassa, La Florida, Pubilla Casas. I giovani dominicani, che nel proprio paese erano sempre stati i bianchi, contrapposti ai negri haitiani subalterni e stigmatizzati, si trovano in Spagna dal lato della subalternità, e soffrono una stigmatizzazione e un razzismo simili a quelli che, durante tutto il secolo scorso, subirono i proletari mursiani e andalusi emigrati in questi stessi territori. Lo stigma ha potenti effetti di retroalimentazione sull’insuccesso scolastico, e in generale sulla subalternità sociale vissuta da questa gioventù, e a volte arriva a funzionare come una profezia che si autoadempie.

<blockquote>“<em>…blacks always worked like ‘niggers’; blacks are the ones who work hardest, because they want to live like whites do…</em>” Simón, 16 years old, living in L’Hospitalet (BCN) from age 9</blockquote>

<a href=”http://periferiesurbanes.org/?page_id=719&amp;album=16″><img class=”size-medium wp-image-2863″ title=”kitasellos” src=”http://periferiesurbanes.org/wp-content/uploads/2011/10/kitasellos-300×180.jpg” alt=”” width=”300″ height=”180″ /></a>
Kids in a park in L&#39;Hospi

<strong><em>Los Kitasellos</em></strong> is the name of one of the youth groups in the outskirts of Barcelona with which anthropologist <strong>Luca Giliberti</strong> (<em>University of Lleida – FPU-ME researcher</em>) is doing his fieldwork. <strong>Freeing themselves from the mark (“quitarse el sello”) of being different</strong>, means for many young Dominicans in L’Hospitalet de Llobregat resisting against the stigma with which they are labelled, even by the institutions – in <a href=”http://www.publico.es/espana/379865/la-fiscalia-investiga-a-pxc-por-su-propaganda-electoral-racista” target=”_blank”>political campaigns</a>, constant <a href=”http://www.elmundo.es/elmundo/2011/03/15/espana/1300196899.html” target=”_blank”>police raids</a>, <a href=”http://www.abc.es/20090913/sociedad-/nuevas-bandas-latinas-jungla-200909130028.html” target=”_blank”>newspapers</a> always in search of <em>Hispanic gangs</em> – and convert this discrimination in<strong> an emblem of<em> black </em>identity</strong>.

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