“Ri-cordo” di Can Ricart: farlo passare di nuovo per il cuore

Dodici anni dopo l’approvazione del piano “22@”, due notizie ci illustrano l’impatto di lunga durata della delocalizzazione delle fabbriche e della riqualificazione urbanistica del quartiere di Poblenou. La Cerería Mas di Can Ricart ha chiuso a marzo, esattamente cinque anni dopo lo sgombero del recinto e il trasloco forzato; ad aprile, quattro persone sono morte nell’incendio di una baracca adiacente al nuovo Parc Central di Jean Nouvel [vedi questo link]. Le parole di Jaume Pagès, ex direttore amministrativo della Cereria, ci riportano indietro le sensazioni di questa antica battaglia che abbiamo perso, ma che non abbiamo dimenticato.

Skyline di Can Ricart, 2007. Tutte le immagini vengono dal cortometraggio "Des del Ressentiment"

lo sfratto
“insomma,
in primo luogo ti senti scacciato, non voluto, violentato. si rompe all’improvviso quell’universo ripetitivo ed invariabile, e senza avvisare, tutto trema,
niente sembra reale.
anche i cambi nel quartiere,
le demolizioni,
non hanno nessuna connotazione positiva, risultano solo  minacciose, tristi.
spostare un’azienda è complicato.
cioè,
dovrebbe esserlo, perché un’impresa, prima di tutto,
la formano delle persone.
questo vuol dire che – di colpo – si sfalda tutta la cosmogonia di tutti i suoi membri…

Graffiti all'esterno della fabbrica.

e poi,
le ragioni dello sfratto sono assolutamente speculative, strettamente immobiliari, economiche,
e questo vuol dire che è un momento di domanda,
e per questo, in piena bolla immobiliare,
i prezzi sono proibitivi….
spropositati…
cioè: stiamo scacciando la pecorella spaventata in mezzo al branco di lupi:
è il momento più caro della storia del paese
per comprare appartamenti, fabbriche, locali:
qualunque cosa che sia di mattoni,
che bisognerà trovare il modo di pagare con un indennizzo che bisognerà negoziare quasi con il sangue…
in più c’è il problema del prezzo del terreno
(sia acquistato o in affitto)
reinstallarsi è una pazzia.
innumerevoli normative, la cui applicazione costa molti soldi, moltissimi soldi,
sono spuntate in abbondanza,
un progetto di un ingegnere – imprescindibile – può arrivare fino a 6000€,
così come il permesso municipale di apertura.
solo il canone di connessione
degli idranti antincendio sono altri 3000€. solo l’autorizzazione,

Fabbricazione artigianale dei candele nella Cerería Mas prima della chiusura, 2007.

il semplice documento!!
il montacarichi, una nuova installazione elettrica…
nel caso della cereria, il lavori di adattamento sono costati tre volte più del previsto.
una pazzia dopo l’altra…
poi ci sono i costi in più:
i compensi per i lavoratori per gli spostamenti (quello che non si potrà mai compensare è la differenza di tempo per lo spostamento, o la possibilità di mangiare a casa, che avevano alcuni…) la distribuzione delle merci,
che diventa molto più cara, l’allontanamento dalla città per quanto riguarda i clienti…
stiamo parlando ovviamente di aziende che non sono “Carrefour” “Zara” o “Mango”
parliamo di aziende quasi tutte modeste, però particolari, con anni di esperienza nel loro settore, con un savoir faire rispettabilissimo nel loro ambito.
da Can Ricart sono usciti i meccanismi di chiusura delle porte del TGV, l’antenna olimpica di Montjuïc nelle olimpiadi del 1992, le scenografie del film Soldati di Salamina, le valvole di sicurezza delle principali industrie petrolchimiche di Tarragona, le candele dei matrimoni reali e di migliaia di matrimoni e congressi nella città, come dei migliori ristoranti, vi si facevano mobili che si vendevano nei migliori negozi della città.
la cereria, che aveva aperto le porte nel 1853, è morta nel 2012… quasi 160 anni dopo, e solo cinque dopo il suo trasloco”.

Graffiti all'interno del recinto, 2007.

lo scontro con il comune….
“in francia si dice maire o ·hôtel de ville,
etimologicamente non mi dice niente,
però in spagnolo, ayuntamiento, se ci pensi,
è una parola bellissima: ‘ayuntamiento’
il comune. tutti. il clan. ahhh!!
com’era possibile, allora, una perversione così grande?
rovinare 250 famiglie per beneficio di una sola persona
(che inoltre, era un marchese: Federico Ricart, Marchese di Santa Isabel…!)
allucinante!!
il valore del terreno di sua proprietà aumentava di varie centinaia di migliaia di euro, milioni,
con una semplice riqualificazione, una piccola firma,
di qualcuno del comune.
questa bella parola….
era, improvvisamente,
come un incredibile passo indietro traumatico al medioevo,
al feudalesimo:
il regno che rovina il popolo per arricchire la nobiltà, il marchese,
tutto questo,
quando al “comune”
avevamo la coalizione più di sinistra mai sognata:
psc, icv e erc…
(socialisti, comunisti-verdi e independentisti…)
santo rosario!!
Imma Mayol, (icv) comunista, mi ha risposto nella fabbrica, quando le chiesi se potevamo rimanere lì dove eravamo:
‘se potete pagare il prezzo di mercato…’
le risposi
che era chiaro che potevamo pagarlo,
ma che quelli che avevano cambiato il prezzo di mercato erano loro…

Interno della fabbrica metallurgica ADO a Can Ricart, 2007.

che cinismo…..
il comune, ovviamente, non operava per il bene comune.
diceva che era in nome del bene comune, ma in realtà,
era per il bene di pochi,
gli stessi di sempre, ed alcuni altri….
come irreale, tutto, insomma….
(e inoltre, alla fine, “vincevano” i cattivi…)”

fabbriche obsolete
“beh, nell’ambito di Can Ricart, non c’erano fabbriche obsolete.
c’era la metallurgia, a vari livelli, ma tutta attiva. Dal controllo numerico, alla perforatrice laser, fino alle presse manuali. Già ho detto che le porte del TGV venivano da Ricson, una delle fabbriche. i falegnami – che hanno chiuso – facevano il legno per il negozio di mobili “La favorita” di barcellona, e la Cerería attraverso i migliori fiorai della città arrivava agli eventi più importanti. Iracheta – come mi ricordo di Vicente, che io credo che è morto dal disgusto! – costruiva valvole di massima sicurezza per le industrie petrolchimiche del sud  – bisogna essere in grado di fare una cosa del genere – e in più costruiva pezzi per la “Ford”…
il bar…. beh,
il bar ci dava a tutti da mangiare, e il caffè. la tipografia….. cos’ha di obsoleto una tipografia che funziona, e che in più faceva serigrafia?
ed un magazzino di prodotti per la pulizia?
ed uno studio di architetti? un laboratorio di artisti?

Orsetti di cera "pericolosi e contaminanti" prodotti nella Cerería Mas, 2007.

un’impresa di prodotti chimici? can ricart, erano 16.000 metri quadrati, un recinto, un’unità.
per questo sono scivolati.
però l’ambito di devastazione del 22@ è di 200 ettari…!!
come si fa a sperimentare con tutto questo? – mi chiedevo allora… –
distruggere,
desolare,
uccidere quello che vive, nel nome di un progetto incerto,
come poi il tempo ha dimostrato…
come andrebbero bene per la crisi, adesso,
quei posti di lavoro persi, tanto lì come altrove,
nel nome di una favola che aveva in testa qualche potente…
che selvaggi!
all’improvviso, durante lo scontro, ti accorgi che il “comune” (il tuo nemico!) comincia a mentire…
squalificando, con la parola “obsolete”, dicendo che non c’erano più di 20 lavoratori (eravamo quasi 300!), insomma….
quando il tuo nemico usa la menzogna per vincerti,
non vuol certo dire che tu non hai ragione…”

Altre info: Foto della Cereria, di Jordi Secall :: video “Des del ressentiment” (2006) :: Raccolta di estratti di interviste su Can Ricart (2006) :: Mappa di impatto umano di Can Ricart (2006) :: foto di lavoratori di Can Ricart :: altri post su Poblenou.

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