Sgomberi di campi nomadi a Roma

Racist posters from the side of people in Rome, 2012.

Seguendo le politiche della precedente amministrazione di sinistra, il comune di Roma sta realizzando una serie di sgomberi rapidi e semi-legali contro i pochi campi nomadi che ancora rimangono in città (si veda il comunicato di  Amnesty International sullo sgombero del 28/9/2012 a Tor de’ Cenci). Il pretesto è quello dei “problemi per la circolazione” o del “decoro”, in una città in cui il traffico può paralizzarsi per un pomeriggio per l’apertura di un negozio, e in cui gli stessi partiti al governo infrangono le regole sull’uso degli spazi pubblici. Gli abitanti dei campi, molti dei quali sono a Roma da oltre 15 anni, sono obbligati a spostarsi in estrema periferia, in “villaggi della solidarietà” isolati e vigilati, e spesso resistono strenuamente alla deportazione. Questi interventi non possono non ricordare le politiche del Fascismo nei quartieri popolari del centro di Roma, i cui abitanti meno apprezzati erano deportati in periferia, ed obbligati a vivere in borgate mal costruite e tagliate fuori dalla città.

  • Video dello sgombero del campo di Tor di Quinto nell’estate 2012; Foto; Cronaca :: Video Rom a Roma da vicolo Savini alla Pontina 12
  • Fernando SALSANO (2007) Il ventre di Roma. Tesi di dottorato sulla monumentalizzazione del centro e la nascita delle borgate durante il fascismo.
  • Alla fine di agosto del 2012 è morto a Roma l’urbanista Italo INSOLERA. Con Antornio Cederna, erano tra le poche voci autorevoli che continuarono a denunciare senza tregua quelli che loro chiamavano “i nemici del genere umano”, gli speculatori immobiliari. Un commento su Eddyburg, la mejo pagina web su città e trasformazione urbanistica in Italia.

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