L’urbanismo discreto della borghesia

Poblenou en 2006, foto de Horacio Capel. Para la referencia, haz click en la foto

Scrive il nostro collega José Mansilla, dell’OACU, che mentre osservava come un quartiere storicamente operaio come Poblenou (Barcellona) stava soccombendo sotto l’assalto neoliberale che lo aveva designato come zona per il turismo e le tecnologie dell’informazione, non poteva evitare di pensare al film Viva la clase media di José María González Sinde (1980). Vi si raccontano le avventure, le contraddizioni e vicissitudini di un gruppo di borghesi del Partito Comunista, alla fine degli anni sessanta; infatti, è proprio portando l’attenzione sull’emersione, la crescita e lo sviluppo delle classi medie – e soprattutto quelle di sinistra, che presero il controllo del Comune di Barcellona – che possiamo capire come le cosiddette idee urbanistiche “progressiste” siano degenerate in privatizzazioni e speculazione immobiliare (come abbiamo visto anche a Bon Pastor). E’ interessante che la figlia del regista di questo film è la ministra Ángeles González Sinde, autrice di una legge altamente impopolare in difesa della propietà intellettuale. La grande domanda è:  questo fenomeno è destinato a durare, o saremo così fortunati da assistere a qualche cambiamento?

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