La vita tra le macerie della Vecchia Nanjing

Una pica al aire libre al lado de las obras. Foto: Lin Ye.

Qualunque ricercatore interessato alle trasformazioni urbane sa che c’è un mondo intero da esplorare in Cina, dove la scala dei progetti e quindi il numero delle persone trasferite sono decine di volte maggiori che in Europa. L’antropologa Ye LIN ci invita ad osservare la demolizione di un quartiere di Nanjing – molto vicino al sito dove si celebrarono le Olimpiadi della gioventù del 2014. La zona era abitata soprattutto da migranti e discendenti di migranti, e per quasi un secolo era stata trattata come una baraccopoli. Nel 2009 sono iniziate le demolizioni e la sostituzione delle antiche case con degli enormi edifici residenziali. Gli abitanti si sono dovuti trasferire in un quartiere molto lontano, o resistere sul posto vivendo tra le macerie sul margine del grande cantiere. Ye studia l’impatto di tutto questo processo sugli abitanti, sia quelli che sono andati via che quelli che rimangono, concentrandosi anchesu come la nostra idea di “comunità” influisce su come giudichiamo questo tipo di inteventi urbani. Allo stesso tempo descrive in dettaglio le strategie degli abitanti per gestire la situazione: dalle trasformazioni necessarie nel culto degli antenati, alle strane relazioni che costuiscono con gli operai del cantiere. Così facendo, rende visibile i margini d’azione che hanno gli abitanti obbligati a vivere queste complesse situazioni di dispossessione e trauma spaziale.

Questo post è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Catalano