City Life: da vittime della crisi a attivisti contro la speculazione

A Boston, dove si concentrano molte delle università più importanti del mondo, nonché le sedi di corporazioni finanziarie che reggono le fila dell’economia mondiale, la disparità sociale è oggi la più alta degli Stati Uniti: a Roxbury, Dorchester o East Boston, a molti km di distanza da Harvard e il MIT, migliaia di latinoamericani, afroamericani o caraibici vivono in condizioni di miseria che non hanno uguali in nessuna città dell’Europa occidentale. Invariabilmente, sono loro a subire sfratti, espulsioni, indebitamento. Il movimento City Life / Vida Urbana sin dagli anni ’70 crea coesione sociale e reti di mutuo appoggio tra chi subisce gli effetti delle politiche sugli alloggi, usando anche teatro, rituali, simboli. Ricordiamo che Boston ha sofferto una grande ondata di sfratti negli anni ’50 con la demolizione completa del West End; oggi in quartieri come Jamaica Plain e East Boston si combatte una battaglia contro la speculazione immobiliare, la stessa forza antisociale che intorno al 2007 ha lasciato un americano ogni 20 senza casa, e che continua ad espellere gente dai quartieri, tanto in centro che in periferia.

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