Ancora sulla Vila Olímpica di Barcellona

También había viviendas, entre los edificios demolidos para construir la Vila Olímpica

La Vila Olímpica è considerata la più importante operazione urbanistica realizzata a Barcellona nel XX secolo. E’ stata concepita come la ‘Nuova Icaria’ della città postindustriale, per rigenerare il litorale di Poblenou, un territorio destinato storicamente a deposito di attività produttive considerate insalubri. Per realizzare la sua costruzione si demolirono edifici obsoleti e si cacciarono i loro abitanti, come nelle riforme igieniste del XIX secolo. L’utopia di un quartiere senza conflitti, che attragga cittadini corretti, disposti a convivere civicamente per proteggere l’immagine di una Barcellona modello, è stata legittimata da una politica della memoria con pretese di universalità, e che opera a partire dall’istituzionalizzazione dell’oblío.

Ma le memorie esiliate hanno sopravvissuto all’urbicidio, e recuperano la loro esistenza ogni volta che gli sfrattati tornano sui luoghi recuperati. Ho attraversato la Vila Olímpica insieme a un vecchio abitante, e ho testimoniato la storia che pian piano si dispiegava nel suo racconto. Descriveva il quartiere come una parte di Poblenou, senza riconoscere il nome di quartiere Icària con cui è stato catalogato negli archivi; ne riconosceva il carattere di frontiera rispetto a Barcellona, vedendolo come un luogo d’origine che conserva i ricordi della sua infanzia, e riconoscendo l’esistenza di un’identità di quartiere latente, distrutta dal trasferimento nei palazzi tra carrer Bilbao e la Gran Vía. Mentre avanzavamo per il quartiere, mi rammentava una vita quotidiana passata in strada, in uno scenario tra l’agreste e l’industriale. Questo immaginario che mi è stato trasmesso ha destabilizzato temporaneamente l’immagine della Vila Olímpica come viene presentata nella memoria ufficiale: perché il passaggio di qualunque corpo nello spazio provoca una trasformazione simbolica dell’ambiente costruito della città.

  • Gabriela Navas Perrone (2016) “La vocación utópica del urbanismo: El caso de la Vila Olímpica de Barcelona”, Coloquio Internacional Geocrítica [PDF]
  • Gabriela Navas Perrone (2016) “Passejant per la Vila Olímpica: El tancament de la vida enfront de l’amenaça d’incivisme”, Diagonal 13 octubre [enlace]
  • Stefano Portelli (2004) “Il grattacielo seppellì gli idealisti”, Il Manifesto, 12 giugno [PDF in italiano][link]
  • Francesc Caballé (2010) “Desaparece el barrio de Icària, nace la Vila Olímpica”. Biblio3W [link]
  • Solà Morales et al. (1974) Barcelona: Remodelación capitalista o desarrollo urbano en el sector de la Ribera Oriental. Gustavo Gili [su SCRIBD]
  • I documenti custoditi nel Centre de Documentació del Servei d`Arqueologia de l’Institut de Cultura, dove si trovano i sei tomi dell’Estudi històrico-arquitectònic del sector Avinguda Icària – Passeig Carles I, sono fondamentali per capire il paesaggio industriale che occupava la zona dove è stato costruito il progetto emblematico del “modello Barcellona”, legittimato dalla congiuntura delle Olimpiadi. Tale lavoro è stato promosso dal Servei d’Activitats Arqueológiques, che propose al Servizio di Protezione del Patrimonio Monumentale del Comune di Barcellonala catalogazione delle fabbriche, finanziata dall’impresa incaricata della costruzione, la VOSA (Vila Olímpica, S.A.). Lo “Studio Storico-Architettonico del settore Avinguda Icària-Passeig Carles I”, è stato realizzato da Manuel Arranz, Reinald González, Teresa Navas, Marta Puchal e Francesc Caballé, e completato da un rapporto sulla vita quotidiana dei suoi abitanti redatto da Concha Doncel.
  • Siamo stati sempre una frontiera“, un post del 2014 sulla Vila Olímpica su Perifèries urbanes.

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