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Secondo Congresso internazionale di Antropologia del conflitto urbano

13/08/2014 admin 0
Il presidente dell’OACU che si fa notare a Rio, con i piedi scalzi

Dopo il successo delle Primeras Jornadas Internacionales del Conflicto Urbano a Barcellona nel novembre del 2012, la segonda edizione si sta svolgendo proprio in questi giorni a Rio de Janeiro, organizzata insieme dall’OACU di Barcellona e dal Laboratorio de Etnografia Metropolitana di Rio. Come si legge nella web del conrgesso, “Così come l’esperienza catalana delle Olimpiadi del 1992 è stata segnalata spesso come fonte di ispirazione per il contesto attuale carioca, la produzione accademica di vari ricercatori brasiliani e stranieri ha permesso di mettere in dubbio la costruzione del “modello Barcelona”, visibilizzando i suoi impatti sociali più perversi, risultato dei processi di internazionalizzazione e mercantilizzazione delle città…”.

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Il protettore di Phnom Penh

21/09/2013 admin 0
Foto: Stefano Portelli, 2013

Questa è la statua di “Nak Ta Ma Chas Day”, spirito protettore della città di Phnom Penh. Teoricamente è il proprietario delle sue terre, anche se nessuno gli offre mai un incenso, né una preghiera. Sarà per questo che, a quanto pare, ultimamente non stia facendo un gran lavoro. Edifici sproporzionati sorgono casualmente e all’improvviso; la famiglia Sokha, una delle più potenti del paese, costruisce quando e dove vuole; e la polizia, ogni tanto, ancora uccide i dissidenti. Per non parlare della gestione della memoria del genocidio: solo di recente, oltre 30 anni dopo, le istituzioni locali ed internazionali stanno faticosamente riconoscendo il lavoro straordinario svolto dai guaritori tradizionali, nel trasformare i milioni di fantasmi che aleggiano su tutta la Cambogia in “antenati” delle comunità, e protettori delle sue terre.

  • Due articoli MOLTO INTERESSANTI sulla gestione della memoria: Maurice EISENBRUCH (2006), “The uses and abuses of culture: Cultural competence in post-mass crime peacebuilding in Cambodia” [PDF] :: Anne Yvonne GUILLOU (2012), “An alternative memory of the Khmer rouge genocide: the dead of the mass graves and the land guardian spirits” [PDF] :: e anche la web di M. Eisenbruch
  • Qualche testo sulla città: Sylvia NAM (2011) “Phnom Penh: From the Politics of Ruin to the Possibilities of Return” [link] :: Thomas KOLNBERGER (2012) “Between Mobility and Immobility: Traffic and Public Space in Phnom Penh” (nice photos) [link] :: AbdouMaliq SIMONE (2008) “The Politics of the Possible: Making Urban Life in Phnom Penh”, [link]
  • Un video, ormai un classico: “We Want (u) To Know(2011) di Ella PUGLIESE [il facebook è più aggiornato] – è il risultato di un progetto di videoantropologia partecipativa attraverso la memoria oscura della Cambogia post-traumatica; ha ricevuto il Community Cinema Award nell’ottobre 2013 al festival internazionale di Yamagata!
  • Khan Saret, Tanja Schunert, “Exploring the Utilization of Buddhist Practices in Counseling for Two Different Groups of Service Providers (Monks and Psychologists) in Cambodia” [PDF], articolo al quale ha collaborato la nostra amica Judith STRASSER, tra le organizzatrici del congresso “Mental Health of Khmer Rouge Survivors and Their Descendants” (2010)
  • Fabienne LUGO (2002) Between a Tiger and a Crocodile: Management of Local Conflicts in Cambodia, an anthropological approach to traditional and new practices, UNESCO [PDF]