Resistere è vincere: 10 anni nel Forat

23/06/2014 admin 0
Sono passati dieci anni da quella notte memorabile quando, dopo molti mesi in cui sopportavamo la sfacciataggine dei signorotti del comune, l'assedio continuo della polizia e la prepotenza degli imprenditori immobiliari, finalmente gli abbiamo restituito il colpo. Quando varie centinaia di abitanti e gente solidale sono riusciti a demolire il muro con cui il sindaco Joan Clos aveva ordinato di imprigionare il Forat de la Vergonya, abbiamo capito che la rivolta non è altro che l'ultimo atto di razionalità possibile di fronte a un ordine governativo basato sul saccheggio di quello che è comune.
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Il Segreto

08/02/2014 admin 0
Dal reportage "Fuoco e fiamme" di cyop&kaf

A metà gennaio in molti quartieri di Napoli si celebra ancora il rito del cippo di Sant’Antonio. Passato il Capodanno i ragazzini si mettono in cerca di legna da bruciare, spingendosi anche molto lontano dal proprio quartiere. Ogni banda ammassa la legna in un nascondiglio – “il segreto” – per proteggerla dalle incursioni dei gruppi provenienti dai quartieri vicini.   L’attesa del giorno del falò, il 17 gennaio, si consuma in frenetiche ricerche e poi nelle schermaglie, a volte reali, spesso immaginarie, per difendere il proprio tesoro dagli assalti dei “nemici”. Tutto si svolge in strada, quasi ventiquattro ore su ventiquattro: la mattina a volte si marina la scuola e la notte si monta la guardia al nascondiglio. Per raggiungere il loro obiettivo le bande sono disposte a scavalcare chiunque rappresenti un ostacolo, dai vicini del quartiere che si lamentano degli schiamazzi, fino ai vigili urbani che minacciano di sequestrare tutto per ragioni di ordine pubblico. A guardare più da vicino però si scopre l’esistenza di regole interne, di codici di comportamento, di consuetudini che si tramandano da una generazione all’altra. Sono gli stessi bambini che a scuola appaiono svuotati, pigri, demotivati, oppure, all’opposto, incontenibili e irrequieti. Nei giorni del “cippo” li ritrovi invece appassionati, assorti e disciplinati. Nel gioco avventuroso che hanno costruito con le proprie mani appaiono trasformati, fino alla catarsi finale quando la pira si accende e loro ci danzano intorno, cantando e lanciando nelle fiamme petardi e indumenti.

  • IL SEGRETO (2013), un film di cyop&kaf sul rituale del cippo nei Quartieri Spagnoli; menzione speciale della giuria al Torino Film Festival, selezionato per il festival internazionale Cinema du Réel di Parigi [trailer][pagina web][rassegna su Quinlan]
  • La sfida del cippo e la città alla finestra“, di Luca Rossomando, Repubblica Napoli 15/1/2013 [qui anche la traduzione in spagnolo], e “Il segreto di Sant’Antonio“, Napoli Monitor n. 53, marzo 2013.
  • cyop&kaf usa dipingere, anche se talvolta inciampa nella scrittura,
    nell’urbanistica, nella fotografia. Quando per la prima volta gli è capitata
    una telecamera tra le mani era intento da tre anni a dialogare con i Quartieri
    Spagnoli di Napoli. Il frutto di questo lavorìo è diventato prima un libro, QS,
    e adesso un film, Il segreto. Due opere-sintesi, che insieme provano a dar conto
    della complessità di un quartiere corroso dai pregiudizi. Per guardare dietro e
    dentro l’apparenza spesso brutale delle cose
    . Vedi anche il video Quore Spinato [trailer] e il reportage Fuoco e fiamme [link]
  • Napoli Monitor, giornale di reportage disegni ricerche e cronache, racconta Napoli e altre città sin dal 2007 [pagina web]
<a href=”http://www.cyopekaf.org/il-segreto/#1″ target=”_blank”><img class=”size-medium wp-image-5280″ title=”QS_cyopekaf” src=”http://periferiesurbanes.org/wp-content/uploads/2014/02/QS_cyopekaf-300×226.png” alt=”” width=”300″ height=”226″ /></a>
Del fotoreportage &quot;Fuego y llamas&quot; de cyop&amp;kaf

A mediados de enero, en muchos barrios de Nápoles se celebra aún <strong>el ritual del <em>Cippo di Sant’Antonio</em></strong>. Después de las fiestas de año nuevo, los chavales empiezan a buscar leña para quemar, incluso muy lejos de sus barrios. Cada pandilla acumula su leña en un escondite – <em><strong><a href=”http://www.cyopekaf.org/il-segreto/#1″ target=”_blank”>il segreto</a></strong></em> – para protegerla de los asaltos de las pandillas de otros barrios. La espera del día de la hoguera, el 17 de enero, se consuma en búsquedas frenéticas y en las peleas, a veces reales, otras veces imaginarias, para defender el tesoro de los “enemigos”. <strong>Todo acontece en la calle, casi venticuatro horas al día</strong>; por la mañana se salta la escuela, por la noche se hacen turnos para vigilar el escondite. Para llegar al objetivo, las bandas están dispuestas a pasar por encima de todo, sean los vecinos del barrio que se quejan del ruido, sea la policía que amenaza con secuestrarlo todo. Observando más de cerca, pero, se descubren reglas y códigos de comportamiento que se transmiten de una generación a la otra:<strong> son los mismos niños que en el colegio aparecen vacíos, perezosos, desmotivados, incontenibles e irrequietos; en los días del <em>cippo</em> en cambio se los ve apasionados, atentos y disciplinados</strong>. En el juego aventuroso que han construido con sus manos aparecen transformados, hasta la catársis final, cuando se enciende el fuego y se baila, cantando y tirando en las llamas los petardos y la ropa.
<ul>
<li><strong>IL SEGRETO</strong> (2014), una película de <strong>cyop&amp;kaf</strong> sobre el ritual del <em>Cippo </em>en el barrio <em>Quartieri Spagnoli</em> de Nápoles; de una idea de <strong>Luca Rossomando</strong>. Mención especial del jurado en el <a href=”http://www.torinofilmfest.org/?action=article&amp;id=427″ target=”_blank”>Torino Film Festival</a>, seleccionado para el festival internacional <em>Cinema du Réel</em>, Paris <strong>[<a href=”http://www.youtube.com/watch?v=s0pPPZpHEV0″ target=”_blank”>trailer</a>][<a href=” http://www.cyopekaf.org/il-segreto/#1″ target=”_blank”>página web</a>][<a href=”http://quinlan.it/2013/11/24/il-segreto/” target=”_blank”>reseña en <em>Quinlan</em></a>]</strong></li>
<li>”<a href=”http://napolimonitor.it/2014/01/16/24309/la-sfida-del-cippo-e-la-citta-alla-finestra.html” target=”_blank”>La sfida del cippo e la città alla finestra</a>”, de <strong>Luca Rossomando</strong>, <em>Repubblica Napoli </em>15/1/2013, y “<a href=”http://napolimonitor.it/2014/02/07/24493/il-segreto-di-cyopkaf-la-prima-napoletana.html” target=”_blank”>Il segreto di Sant’Antonio</a>”, <em>Napoli Monitor</em> n. 53, marzo 2013. <strong>
</strong></li>
<li><strong>cyop&amp;kaf </strong>dibuja, aunque a veces tropieza en la escritura, en la urbanística, en la fotografía. Cuando ha cogido la cámara de video por primera vez, llevaba tres años dialogando con el barrio <em>Quartieri Spagnoli</em> de Nápoles. El fruto ha sido primero un libro, <a href=”http://www.cyopekaf.org/books/qs-un-libro-dai-quartieri-spagnoli” target=”_blank”>QS</a>, y ahora una película, dos obras-síntesis que juntas intentan dar cuenta de la complejidad de un barrio corroído por prejuicios. Para mirar detrás y dentro la aparencia a menudo brutal de las cosas. <strong>Ver también el vídeo <em>Quore Spinato</em> [<a href=”http://vimeo.com/84214894″ target=”_blank”>trailer</a>] y el fotoreportaje </strong><strong><em>Fuoco e fiamme</em> [<a href=”http://napolimonitor.it/fotoreportage/quartieri-spagnoli-fuoco-e-fiamme” target=”_blank”>link</a>]</strong><strong> </strong></li>
<li><strong>Napoli Monitor</strong>, revista de reportajes, investigación, dibujos y crónicas, activa desde 2007 [<a href=”http://napolimonitor.it/” target=”_blank”>página web</a>]</li>
</ul>

Hic sunt dracones: modernità multiple a Kathmandu

10/11/2013 admin 0
In contrasto con gli stereotipi orientalisti che descrivono Kathmandu come un luogo ai margini del mondo, "sospesa nel tempo" la realtà sociale del Nepal dimostra una vivacità invidiabile. Artisti ed intellettuali intervengono nei dibattiti pubblici, contribuendo a fare di Kathmandu un laboratorio di postsecolarismo e "modernità multiple".

Due città nella stessa Lisbona

27/08/2013 admin 0
Due Lisbone coesistono nello stesso spazio, ed esemplificano due immaginari urbani particolari: Le Marchas dos Santos populares evocano la memoria impossibile di un'organicità perduta, un tempo precedente alla "Fisura Pombalina", quando tutta Lisbona era "bairrista".
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In occasione dell’elezione di un nuovo papa…

13/03/2013 admin 0
Clicca qui per vedere il video; e su CC i sottotitoli (ING-ITA)

Il discorso de la grande Manuela Trasobares [altro su di lei] durante la protesta contro la visita di Joseph Ratzinger a Barcellona, il 7 novembre del 2010, in un video fatto dal nostro amico Jordi Secall [sul suo blog]: la “mama” ci dà la linea sulla chiesa, lo stato, la storia… ricordandoci di quando, a Barcellona, su tutte queste cose avevamo le idee molto più chiare. [video originale sul blog di jordi secall :: versione ridotta su youtube, sottotitolata in SPAGNOLO, ITALIANO e INGLESE!]

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Contraddizioni calabresi: la cultura come pretesto

22/12/2012 admin 0
La festa tradizionale è una cartina di tornasole, essa si modifica naturalmente come si modifica il gruppo che vi partecipa, scrive il fotografo calabrese Angelo Maggio dopo aver assistito alla festa della Madonna di Polsi alcuni anni fa. Le feste cambiano, la tradizione si riscrive e si reinventa secondo le nuove esigenze. Dopo gli anni novanta, il fenomeno del "secondo folk revival" (studiato dall'antropologo australiano Stephen Bennetts), ha trasformato i festival in uno strumento per attrarre turisti e denaro verso i piccoli comuni calabresi sempre più spopolati: ma questa commercializzazione riduce la cultura popolare calabrese alle tarantelle, per lo più edulcorate, eliminando tutto il resto di tradizioni popolari locali, omologandole ad un comune denominatore regional-popolare. Contemporaneamente sta prendendo piede una falsificazione ben più profonda e pericolosa. Una serie di oscuri personaggi che palesano rapporti con i clan mafiosi pubblicano articoli, libri e dischi che presentano la 'ndrangheta come un fenomeno "culturale", legato al folklore e alle tradizioni della Calabria, mistificando e legittimando così la crudeltà dei clan agli occhi dell'opinione pubblica, anche intenazionale. E in tutto ciò, gli antropologi locali continuano ad occuparsi di classificazioni etnomusicologiche, preoccupandosi relativamente poco di tutte queste manipolazioni.
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Shift Happens! La massa critica nel suo 20 anniversario

20/09/2012 admin 0
Shift Happens! La Massa Critica è una "coincidenza organizzata" di ciclisti che si riuniscono periodicamente per pedalare insieme nelle strade; il suo obiettivo è celebrare e far conoscere alla società i grandi vantaggi che porta la bicicletta alla mobilità urbana. In occasione del 20º anniversario della prima Critical Mass a San Francisco, uno dei suoi pionieri, Chris Carlsson, insieme ad altri/e collaboratori e collaboratrici, ha curato il libro Shift Happens. Critical Mass at 20, in cui si raccolgono esperienze e riflessioni da alcune delle oltre 300 città del mondo in cui l'evento ha preso vita propria, a partire da questa biciclettata iniziale. Questo è il significato dell'espressione critical mass - il numero di partecipanti necessari perché un fenomeno cominci a funzionare ed a crescere da solo; la Massa Critica non chiede, realizza, dando forma con la pratica ad una città vivibile. La presentazione del libro a Madrid - dove c'è una Bicicrítica che percorre il centro della città l'ultimo giovedì di ogni mese, e altre 10 in quartieri e comuni vicini (come Fuenlabrada, Tres Cantos, Alcalá de Henares, Moratalaz, Ciudad Lineal) - è stata l'occasione per un dibattito radiofonico a Carne Cruda su RN3, per la partecipazione dei curatori del libro ad una critical mass (qui le impressioni di Carlsson) e per la presentazione di un altro libro suo: "Nowtopia, su come gli hacker, gli orti urbani e le bici inventano il futuro", nella libreria Traficantes de Sueños (ecco l'audio). Il capitolo di Shift Happens su Madrid è il riassunto di un articolo etnografico sulle officine di autoriparazione di biciclette nei centri sociali occupati di Madrid, che si può scaricare intero dal link qui sotto.
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Ricette per la intercultura da Bilbao

15/07/2012 admin 0
Arroces del Mundo, Munduko Arrozak, è una festa popolare che si celebra dal 2004 nel quartiere di San Francisco di Bilbao (Paese Basco). Questo barrio, separato dal centro dall'estuario e dalla ferrovia, è quattro volte più denso del resto della città: storicamente stigmatizzato come ghetto, legato alla prostituzione, considerato zona marginale e di passaggio, marcato dalla presenza dei migranti, e ultimamente obbiettivo di un intenso processo di gentrification. La festa è il risultato di un lavoro in rete portato avanti per anni dalla Coordinadora de Grupos de Bilbao la Vieja, San Francisco y Zabala, un insieme di gruppi ed individui nato per incidere sul Piano di rinnovamento del quartiere progettato dal Comune: tutte persone che già avevano realizzato vari progetti di comunicazione sociale. Questa iniziativa non mira solo a denunciare la situazione di abbandono del quartiere, ma anche a spingere per un'interculturalità basata sull'autogestione: gli organizzatori sottolineano come, durante la festa, quanta più gente partecipa, meno conflitti ed incidenti si verificano - smentendo con la pratica la paranoia della sicurezza che le istituzioni usano per aumentare la presenza di polizia nel quartiere.
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Madonna dell’Arco

10/04/2012 admin 0
[caption id="attachment_3409" align="alignleft" width="300" caption="I "fujenti" prima di entrare nel santuario, con gli stendardi della vergine. Sant'Anastasia, 2008."][/caption] Lunedì di Pasqua a Sant'Anastasia, Napoli, si celebra una delle processioni più spettacolari d'Italia, i fujenti al santuario della Madonna dell'Arco. Ecco un piccolo video del 2008. E un collage audio registrato nel santuario, sempre del 2008: [audio:http://periferiesurbanes.org/wp-content/uploads/2012/04/madonna_dell_arco_2008.mp3] Altre informazioni: un reportage fotografico di Mario Spada :: una pagina web sulla festa, (Univ. s.Orsola, Napoli).
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Carnevale Re d’Europa: contro l’addomesticamento della festa

21/02/2012 admin 0
"Spesso il Carnevale ha rappresentato un momento di sfogo per le espressioni di malcontento popolare verso la classe politica: era proibito in Spagna durante la dittatura, con il pretesto che le maschere avrebbero potuto nascondere potenziali attacchi sovversivi dei guerriglieri 'rossi'". Anche se il Re Carnevale è stato addomesticato ormai nella maggior parte d'Europa, potrebbe rinascere in altri continenti: un gruppo di attivisti culturali del paese di Fremantle (Perth, Australia) da alcuni anni propongono un Carnevale in stile europeo arcaico: irriverente, controculturale, anticonformista. Nel frattempo, in alcune zone del vecchio continente, si sta recuperando il valore rivendicativo e contestatario che il Carnevale aveva in passato.
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Cosa fare con il patrimonio industriale? azione e riflessione da Can Batlló (Barcellona)

21/06/2011 admin 0
Nonostante tutta la bibliografia accademica sui vantaggi della riconversione del patrimonio industriale (Tatjer 2008), la pratica abituale nella Barcellona postindustriale è stata la demolizione sistematica, spesso accompagnata dal mantenimento delle ciminiere: simboli fallici che più che il valore della memoria paiono celebrare l'annientamento della città operaia. Il conflitto sul grande complesso industriale di fine ottocento Can Batlló, 13 ettari semiabbandonati nel quartiere La Bordeta (Sants, Barcelona) vedeva opposte, come sempre, da un lato l'avidità dei proprietari, la complicità del Comune, e dall'altro le richieste e i bisogni degli abitanti del quartiere.
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La Battaglia Navale di Vallekas (Madrid): l’utopia come dispositivo identitario

10/06/2011 admin 0
Quest'anno sarà il 30º in cui, in piena periferia di Madrid, e nonostante le ripetute proibizioni del Distretto, si celebrerà la Batalla Naval de Vallekas: festa popolare e revindicativa che celebra l'indipendenza del quartiere e la sua proclamazione come porto di mare. L'antropologa Elizabeth Lorenzi, che si è tuffata nelle acque del quartiere nel 1998, ha pubblicato di recente un'etnografia della festa (disponible gratis en PDF) nella quale, partendo dalla Battaglia Navale, analizza le trasformazioni urbane e sociali che ha sofferto Vallecas negli ultimi anni, il ruolo che hanno giocato in esse i movimenti politici e sociali, e le implicazioni di tutto questo nella creazione e mantenimento dell'identità del quartiere. La Batalla Naval celebra e rinforza il vallekanismo: il quartiere come ambito di mobilitazione sociale. Un dispositivo simbolico attraverso il quale la lunga storia di lotte politiche, rivendicazioni e movimenti libertari vallecani passano a far parte integrante del processo di costruzione dell'identità del quartiere.