También había viviendas, entre los edificios demolidos para construir la Vila Olímpica

Ancora sulla Vila Olímpica di Barcellona

15/09/2016 admin 0
La Vila Olímpica è considerata la più importante operazione urbanistica realizzata a Barcellona nel XX secolo. Per realizzare la sua costruzione si demolirono edifici obsoleti e si cacciarono i loro abitanti, come nelle riforme igieniste del XIX secolo. Ma le memorie esiliate hanno sopravvissuto all'urbicidio, e recuperano la loro esistenza ogni volta che gli sfrattati tornano sui luoghi recuperati.
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Secondo Congresso internazionale di Antropologia del conflitto urbano

13/08/2014 admin 0
Il presidente dell’OACU che si fa notare a Rio, con i piedi scalzi

Dopo il successo delle Primeras Jornadas Internacionales del Conflicto Urbano a Barcellona nel novembre del 2012, la segonda edizione si sta svolgendo proprio in questi giorni a Rio de Janeiro, organizzata insieme dall’OACU di Barcellona e dal Laboratorio de Etnografia Metropolitana di Rio. Come si legge nella web del conrgesso, “Così come l’esperienza catalana delle Olimpiadi del 1992 è stata segnalata spesso come fonte di ispirazione per il contesto attuale carioca, la produzione accademica di vari ricercatori brasiliani e stranieri ha permesso di mettere in dubbio la costruzione del “modello Barcelona”, visibilizzando i suoi impatti sociali più perversi, risultato dei processi di internazionalizzazione e mercantilizzazione delle città…”.

Donde ahora está el Port Olímpic, en febrero de 1986.

Siamo stati sempre una frontiera: il quartiere Icària, prima di diventare Vila Olímpica

17/07/2014 admin 0
Com'erano i quartieri di Barcelona negli anni Ottanta? Noi che non abbiamo avuto la fortuna di conoscere Barcellona prima delle Olimpiadi del '92, abbiamo poche possibilità di cogliere qualcosa di quella vita prima del turismo, di quella gloria prima della fama. Erano anni che cercavamo questo documento, e finalmente la nostra compagna Gabriela Navas Perrone l'ha trovato, niente meno che nell'archivio dell'Istituto Archeologico di Barcellona (sic!): lo studio "Historia y vida cotidiana, el barrio de Icària, futura Vila Olímpica", un lavoro giovanile dell'antropologa Concha DONCEL, che nel 1988 per incarico della società Vila Olímpica 92 S.A. ha intervistato gli abitanti dell'ormai demolito quartiere di Icària, testimoniando l'esistenza di un paesaggio dolce e familiare in questa zona di città minacciata di demolizione già dai tempi del Plan de la Ribera (1965).
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Di chi sono i “mega-eventi”?

11/07/2013 admin 0
Impatto sul livello "micro": una casa segnata per la demolizione a Río. Dal video No, I'm not going to the World Cup (2013)

Per chi erano le Olimpiadi del 2012 a Londra? Per gli atleti, gli sponsor, gli organizzatori, il pubblico? O forse erano per noi? La nostra amica Gynna Millan (UCL Development Planning Unit; nel 2009 ha presentato una proposta al concorso Repensar Bonpastor) ha lavorato con un collettivo di video-freaks sull’impatto dell'”evento più importante del mondo” sugli spazi, i parchi e i quartieri di Londra. Il risultato è un archivio di videointerviste disponibili sulla pagina di Whose Olympics? e un cortometraggio [vedi trailer]. Due anni dopo, ci chiediamo di nuovo: la Coppa del Mondo del 2014 in Brasile, per chi sarà? A copa do mundo nao e nossa“, scrivono degli architetti di Río Grande do Sur, citando Platone. I mega-eventi sono trasnazionali, come anche le proteste; ma il discorso della globalizzazione, che trasforma ogni fenomeno locale in un capitolo della stessa storia globale, nenche questo è nostro! Come riflettevamo in un incontro recente dell’OACU di Barcellona (dove ovviamente abbiamo il precedente dei Giochi del 1992), più che le somiglianze ci interessano le differenze: l’antropologia deve mantenere un occhio sulle corrispondenze e interrelazioni a livello “macro”, però esplorare soprattutto le articolazioni locali, l’incommensurabilmente “micro” – ciò che non si può confrontare, le particolarità di ogni storia, luogo, evento, e l’impatto specifico di ogni fenomeno su ogni singolo territorio.

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“Un dia fuimos noticia”: le battaglie dimenticate

21/06/2012 admin 0
[/caption] Da decenni ormai a Barcellona quartieri interi sono demoliti nel silenzio mediatico più assoluto. Se in qualche momento queste situazioni "furono notizie", presto l'oblio torna a coprire il loro ricordo. Un caso recente è quello del quartiere di Can Tunis, demolito sotto silenzio nell'estate del 2004; ma già nel 1993, le cases barates di Eduard Aunós, nella stessa Zona Franca, caddero senza quasi lasciare traccia: i mass media erano occupati a celebrare il successo delle Olimpiadi, come più avanti succederà con il Forum 2004. Un gruppo di ex abitanti di Eduard Aunós hanno recuperato questo antico reportage: ci ricorda una battaglia dimenticata, sorprendentemente simile alla battaglia attuale sulla demolizione di un altro gruppo di cases barates, quelle di Bon Pastor. Un giorno, anche quest'ultimo sarà dimenticato.
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Il massacro di Pinheirinho

31/01/2012 admin 0
La mattina del 22 gennaio 2012, 2000 agenti della polizia militare - con elicotteri, carri armati, cavalli, lacrimogeni - cominciarono lo sgombero della favela di Pinheirinho, a Sao Paulo (Brasil). Quasi 10.000 persone vivevano lì da 8 anni, ed avevano appena regolarizzato la loro situazione abitativa; l'operazione è stata promossa da un'impresa il cui propietario aveva dovuto abbandonare il paese per crimini fiscali nel 1990, e che vuole speculare sul terreno tenendolo vuoto. In preparazione alla Coppa del Mondo 2014 e delle Olimpiadi del 2016, circa 170.000 persone in tutto il Brasile sono minacciate di sgombero. Gli abitanti di Pinheirinho resistettero duramente, e lo sgombero provocò almeno 7 morti, e decine di feriti ed arrestati. Agli sfollati - ora ammassati in chiese o palestre - si offriranno case popolari; ma "coloro che si occupano di costruire case popolari sono parte della stessa élite sanguinaria, bugiarda e piena di pregiudizi che i governanti..."
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Istanbul, città senza limiti. Video “Ekümenopolis”

15/11/2011 admin 0
"A Istanbul abbiamo superato i limiti ecologici, abbiamo superato i limiti della popolazione, abbiamo superato i limiti economici. Se mi chiedi dove ci porterà tutto questo, ti rispondo citando Doğan Kuban: al caos" Mücella Yapıcı, architetto.
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Foto di Montjuïc, Barcellona

10/04/2011 admin 0
Quattro foto della montagna di Montjuïc, quando ancora ci viveva gente sopra. Anche se per la storia vi erano solo "baracche", c'è chi ricorda case, titoli di proprietà, strade e numeri civici. Queste foto vengono dalle collezioni private degli ex abitanti del quartiere "Eduardo Aunós" nella Zona Franca. I vecchi "baraccati", quasi tutti andalusi e mursiani appena arrivati, dovettero lasciare le loro case negli anni '20 perché sul monte si celebrasse l'Esposizione Universale; furono riubicati nelle Casas Baratas, ma anche da lì i loro figli e nipoti furono sgomberati a partire dagli anni '90. Il bisogno di terreno ricade di nuovo sulle spalle dei migranti; non importa da quante generazioni siano nella loro "terra d'accoglienza".
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“La Bachillera” e la lotta contro la gentrification a Siviglia

20/02/2011 admin 0
Come a Barcellona, a Siviglia la gentrification è cominciata negli anni '80, con la preparazione della Expo del '92. Però la resistenza e la mobilitazione contro la speculazione immobiliaria non sono sorte fino all'inizio degli anni 2000. La Bachillera, quartiere di autocostruzione di 1500 abitanti nel distretto della Macarena, storicamente era parte della periferia, ma con la Expo ha passato a formar parte di un'"area di nuova centralità". Gli abitanti sono proprietari delle case, ma i terreni appartengono all'Asociación Sevillana de Caridad, che voleva demolire l'intero quartiere. Il piano iniziale di demolizione è stato bloccato grazie all'organizzazione collettiva di abitanti e tecnici-attivisti, che sono riusciti a collaborare direttamente in un progetto di riabilitazione del quartiere. Si organizzarono assemblee di quartiere, laboratori partecipativi, inchieste porta a porta, una diagnosi consensuata del quartiere, e addirittura un'occupazione di 15 giorni degli abitanti del quartiere nella sede dell'Asociación Sevillana de Caridad.
Transformaciones urbanas en Istanbul. Del dossier "Istanbul living in voluntary and involuntary exclusion"

Istanbul: vivere nell’esclusione (volontaria e involontaria)

19/09/2010 admin 0
Tra il 2005 e il 2010 ci sono stati oltre 1 milione di sfratti a Istanbul. Gli abitanti degli antichi 'gecekondu' (quasi sempre kurdi, armeni, rom o turchi di classe bassa) sono deportati in grandi complessi di case popolari in periferia, e soggetti a processi di "civilizzazione" normalizzazione.
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Napoli, Forum delle culture 2013

15/08/2010 admin 0
"La prima edizione del Forum si è tenuta nel 2004 a Barcellona, con esiti fallimentari: il pomposo programma di manifestazioni culturali è servito sostanzialmente da paravento per realizzare una grande manovra speculativa sul quartiere popolare del Poble Nou ed il litorale cittadino. Analogamente, a Napoli il Forum 2013 costituisce il cavallo di troia che permetterà una feroce valorizzazione turistico-immobiliare del centro storico e dell’area di Bagnoli, favorendo l’espulsione in periferia dei ceti popolari e la cementificazione del litorale di Coroglio".