Eviction free zonePK

City Life: da vittime della crisi a attivisti contro la speculazione

23/03/2016 admin 0

A Boston, dove si concentrano molte delle università più importanti del mondo, nonché le sedi di corporazioni finanziarie che reggono le fila dell’economia mondiale, la disparità sociale è oggi la più alta degli Stati Uniti: a Roxbury, Dorchester o East Boston, a molti km di distanza da Harvard e il MIT, migliaia di latinoamericani, afroamericani o caraibici vivono in condizioni di miseria che non hanno uguali in nessuna città dell’Europa occidentale. …

Del video de "Wled L7ouma", Mafia Banlieue

El Haouma, cioè il quartiere

09/06/2015 admin 0
Cos'è stato di quei ragazzi così celebrati nel 2011, i protagonisti delle cosiddette 'primavere arabe'? Da anni sentiamo parlare solo di politici, di leader, di terroristi... ma la gente normale, a Tunisi, a Casablanca, al Cairo, dov'è? La risposta è facile: nei quartieri. A Hay Hlil, a Oukacha, a Hezbet el Haggana, dove si continua a vivere la stessa rabbia e frustrazione di sempre, di prima delle proteste.
Las casas baratas de Bon Pastor, una de las últimas 'ciudades horizontales' de Europa. Foto Daniele Veneri.

Antropologia orizzontale sui margini di Barcellona

31/03/2015 admin 0
"La ciudad horizontal", libro di Stefano Portelli (Bellaterra, 2015), sulle casas baratas di Bon Pastor, un quartiere in cui fare ricerca è impossibile senza mettersi in gioco, senza rompere le barriere tra ricercatori e ricercati, senza svelare i veri obiettivi che muovono allo studio. Che in questo caso sono chiari: influire sulla pianificazione urbana, fermare la demolizione delle casas baratas, rivendicare che le decisioni sulle trasformazioni dei territori appartengano ai loro abitanti.
CIUTAT-MORTA

Una città morta

21/01/2015 admin 0

Come in un gioco di scatole cinesi, in questo documentario non solo si mostra magistralmente la corruzione istituzionale e politica sulla quale si basa la montatura orchestrata dalla polizia e chiamata ‘4F’, iniziato il 4 febbraio 2006 nella calle Sant Pere Més Baix di Barcelona, ma la comprensione dell’orrore si estende in circoli concentrici sempre più ampi, dalla polizia, alla magistratura, alla stampa, ai servizi sociali, al comune, alla violenza urbanistica, in breve, al potere in sé. …

El Forat de la Vergonya en Barcelona. Foto Girard Girbes, 2005.

Resistere è vincere: 10 anni nel Forat

23/06/2014 admin 0
Sono passati dieci anni da quella notte memorabile quando, dopo molti mesi in cui sopportavamo la sfacciataggine dei signorotti del comune, l'assedio continuo della polizia e la prepotenza degli imprenditori immobiliari, finalmente gli abbiamo restituito il colpo. Quando varie centinaia di abitanti e gente solidale sono riusciti a demolire il muro con cui il sindaco Joan Clos aveva ordinato di imprigionare il Forat de la Vergonya, abbiamo capito che la rivolta non è altro che l'ultimo atto di razionalità possibile di fronte a un ordine governativo basato sul saccheggio di quello che è comune.
Il fuoco con cui si è bruciata questa scavatrice già si è spento: ma quello che mille di noi portano dentro, ancora brucia.

La Rumba di Barcellona (l'”effetto Can Vies”)

26/05/2014 admin 0
Richiesto dall'autorità di trasporto metropolitano TMB, l'intervento della polizia autonomica catalana ha portato allo sgombero dello storico Centro Sociale Can Vies. Ma l'ondata di rivolte popolari suscitate da quest'intervento ha superato ogni previsione, sfociando in un tentativo di ricostruzione colletiva del centro sociale.
En la isla de Poveglia, por lo visto, hay fantasmas.

C’è vita in laguna

26/04/2014 admin 0
Venezia si tende a dare per spacciata: il suo destino appare ineluttabile che poco si è fatto o pensato per tentare di cambiar rotta. Ma qualcosa bolle in laguna.
Mickey Mouse delante de una "stupa" en Kathmandu. Foto: Stefano Portelli, 2013.

Hic sunt dracones: modernità multiple a Kathmandu

10/11/2013 admin 0
In contrasto con gli stereotipi orientalisti che descrivono Kathmandu come un luogo ai margini del mondo, "sospesa nel tempo" la realtà sociale del Nepal dimostra una vivacità invidiabile. Artisti ed intellettuali intervengono nei dibattiti pubblici, contribuendo a fare di Kathmandu un laboratorio di postsecolarismo e "modernità multiple".
Ciutat Meridiana - foto de José Mansilla, 2013

Ciudad Meridiana… esiste!

05/10/2013 admin 0

La storia del quartiere di Ciudad Meridiana è un’ottima sintesi della schizofrenia urbanistica di Barcellona. Costruito negli anni ’60 su un terreno che era stato considerato troppo umido per farci un cimitero, senza servizi né infrastrutture, isolato e poco abitabile però con un forte attivismo sociale, è stato sempre un territorio problematico e sconosciuto al resto della città: molti dei suoi abitanti hanno iniziato a lasciarlo già negli anni ’80, in cerca di un miglioramento sociale e spaziale, superando il decennio in cui il quartiere aveva toccato l’apice della sua popolazione.  Dal 2001, con la “bolla immobiliare” che avvolgeva la Spagna e la Catalogna, iniziarono ad arrivare i migranti, con mutui a garanzie incrociate e altre amenità inventate dalle banche per “infiltrarsi nel mondo dei poveri urbani”, come scrive l’antropologo Jaime PALOMERA che ha studiato questo processo. Dopo, già in piena crisi, si è riparlato di Ciudad Meridiana come villa sfratti, e ora di nuovo come quartiere di attivismo e occupazioni. In questi giorni c’è stato un dibattito significativo: il Comune propone di costruire lì un innovativo “FabLab” connesso al MIT, ma gli abitanti richiedono lo stesso spazio per una mensa autogestita per far fronte alla miseria crescente in cui versano molte famiglie [vedi l’articolo].

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Memorie di resistenza: la Flor de Maig

30/07/2013 admin 0
Quello che rimane: la Flor de Maig, costruito nel 1896 e fotografato nel 2013 (foto: José Mansilla).

La storia di Barcellona si può raccontare a partire dalle sue trasformazioni: dai piani urbanistici, i progetti ed i lavori, insomma, concentrandosi su ciò che muta. Ma si può anche raccontare a partire da ciò che rimane, attraverso gli elementi che sopravvivono, che sussistono nella voragine originata dalle lotte sul territorio. Alcuni elementi – parchi, piazze, edifici, angoli – come dicevano i sociologi urbani classici, mantengono un’identità, delle relazioni ed un significato popolare enorme. È il caso della Flor de Maig, la sede emblematica di una delle grandi cooperative operaie del secolo XIX e XX, che è portatrice della memoria di Poblenou: non una memoria qualunque, ma la memoria di una resistenza. Sin dal 2012, alcuni abitanti del quartiere ne hanno recuperato l’edificio, per trasformarlo in un luogo di denuncia contro la direzione di Barcellona come città neoliberista, o, come dice la loro web: per rispondere ai bisogni, alle sfide ed ai desideri insoddisfatti nella società capitalista attuale. Ci riusciranno?

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Taksim halkindir- Taksim è del popolo!

05/06/2013 admin 0

Quando stamattina faccio un salto al parco, trovo Taksim già straripante di gente in febbrile attività, fra bandiere di partiti della sinistra extraparlamentare, di gruppi della società civile, dalle femministe alle realtà LGBT, dai curdi agli anarchici, dai musulmani anticapitalisti ai marxisti…Un commento dalla nostra corrispondente a Istanbul:

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Assemblea Mondiale degli Abitanti al FSM di Tunisi

27/03/2013 admin 0
Marcha de apertura del FSM 2013, el 26 marzo en Tunis

Dal 26 al 30 marzo, a Tunisi, nel quadro del Forum Sociale Mondiale, si sta svolgendo l’Assemblea Mondiale degli Abitanti (AMA), organizzata dalle reti International Alliance of Inhabitants, Habitat International Coalition, a No-Vox. Ecco il programma; in preparazione dell’AMA, l’Alleanza Internazionale Abitanti ha realizzato il progetto visuale Memoria degli abitanti, raccogliendo centinaia di interviste ad attivisti per il diritto alla casa in 4 continenti. Aggiungiamo qualche riflessione sul Forum stesso, previsto in tempi di euforia generalizzata, ma che ora trova una realtà sociale molto complessa: L’altermondialismo cerca nuova aria a Tunisi, dal blog Tunisie Libre; WSF to blast austerity, Yasmine Ryan su Aljazeera; What I learned about feminism from a Moroccan men’s chorus, Maria Poblet su In these times; e One year after the revolution su Nawaat.…

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In occasione dell’elezione di un nuovo papa…

13/03/2013 admin 0
Clicca qui per vedere il video; e su CC i sottotitoli (ING-ITA)

Il discorso de la grande Manuela Trasobares [altro su di lei] durante la protesta contro la visita di Joseph Ratzinger a Barcellona, il 7 novembre del 2010, in un video fatto dal nostro amico Jordi Secall [sul suo blog]: la “mama” ci dà la linea sulla chiesa, lo stato, la storia… ricordandoci di quando, a Barcellona, su tutte queste cose avevamo le idee molto più chiare. [video originale sul blog di jordi secall :: versione ridotta su youtube, sottotitolata in SPAGNOLO, ITALIANO e INGLESE!]

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“Gentrificatour” fotografico critico nel quartiere di Malasaña, Madrid

01/03/2013 admin 0
Foto: Victoria Herranz, 2012. Todos los derechos reservados

Il 9 febbraio scorso il collettivo di madrid Todo por la praxis (TXP) ha organizzato la prima delle sue passegiate fotografiche critiche sul processo di gentrification che si sta verificando nel centro di Madrid, e più precisamente nei quartieri emblematici di Malasaña e Chueca. Un gruppo di commercianti e agenzie immobiliarie, avidi di nuovi investimenti in un’epoca di tagli e contrazione economica, hanno messo in marcia una dinamica di “gentrification programmata” appoggiata dal Comune, che li ha portati a ribattezzare la zona “Triangolo Ballesta” (TriBall). Ne è venuta fuori una nuova marca Triball, che si ispira a zone commerciali di New Yark come Soho o Tribeca, e che tende a sostituire e sopprimere l’identità di questa zona popolare del centro. “Il Gentrificatour intende generare un archivio o un banco d’immagini dei cartelli, insegne, segnali al neon, legati alle attività commerciali ancora esistenti nel quartiere, prima della loro sostituzione”, si legge nella web di TXP. “L’idea è quella di creare una capsula del tempo che ci permetta di evaluare le trasformazioni che sta subendo il quartiere, per fare un’analisi comparata degli effetti prodotti dal processo di gentrification, e di renderli visibili”. La fotografa e antropologa di Madrid Victoria HERRANZ, attivista del collettivo TXP, segnala: Forse Malasaña non esiste più?. “Forse. O forse esiste ancora, ma in modo diverso rispetto a come la conoscevamo. […] La linea che separa il rinnovamento di un quartiere dalla sua distruzione è troppo sottile. Quando un processo di questo tipo limita le possibilità che hanno gli abitanti al punto di spingere famiglie del quartiere ad andar via, probabilmente qualcosa è andato storto”.

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Shift Happens! La massa critica nel suo 20 anniversario

20/09/2012 admin 0
Shift Happens! La Massa Critica è una "coincidenza organizzata" di ciclisti che si riuniscono periodicamente per pedalare insieme nelle strade; il suo obiettivo è celebrare e far conoscere alla società i grandi vantaggi che porta la bicicletta alla mobilità urbana. In occasione del 20º anniversario della prima Critical Mass a San Francisco, uno dei suoi pionieri, Chris Carlsson, insieme ad altri/e collaboratori e collaboratrici, ha curato il libro Shift Happens. Critical Mass at 20, in cui si raccolgono esperienze e riflessioni da alcune delle oltre 300 città del mondo in cui l'evento ha preso vita propria, a partire da questa biciclettata iniziale. Questo è il significato dell'espressione critical mass - il numero di partecipanti necessari perché un fenomeno cominci a funzionare ed a crescere da solo; la Massa Critica non chiede, realizza, dando forma con la pratica ad una città vivibile. La presentazione del libro a Madrid - dove c'è una Bicicrítica che percorre il centro della città l'ultimo giovedì di ogni mese, e altre 10 in quartieri e comuni vicini (come Fuenlabrada, Tres Cantos, Alcalá de Henares, Moratalaz, Ciudad Lineal) - è stata l'occasione per un dibattito radiofonico a Carne Cruda su RN3, per la partecipazione dei curatori del libro ad una critical mass (qui le impressioni di Carlsson) e per la presentazione di un altro libro suo: "Nowtopia, su come gli hacker, gli orti urbani e le bici inventano il futuro", nella libreria Traficantes de Sueños (ecco l'audio). Il capitolo di Shift Happens su Madrid è il riassunto di un articolo etnografico sulle officine di autoriparazione di biciclette nei centri sociali occupati di Madrid, che si può scaricare intero dal link qui sotto.
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