Grafitis de protesta en un descampado de Vallcarca, Bcn. Foto Livia Motterle, 2016.

La città e la pelle: spazio publico e spazio pudico

06/08/2017 admin 0
La cosa piú profonda è la pelle. Nelle fenditure della pelle, nei solchi striati della carne si manifesta la parola, l'azione. Nelle viscere della strada, negli angoli dei vicoli pieni di interstizi e orizzonti, proprio lì palpita la rivincita dell'urbano contro l'urbanismo.
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Cartografie della città capitalista

15/11/2016 admin 0

Il gruppo di studi antropologici La Corrala ha appena pubblicato questo libro collettivo in cui si analizza la trasformazione urbana di nove città dello Stato spagnolo: Barcelona, Tarragona Mallorca, Valencia, Murcia, Siviglia, Cadice e Granada. “Ogni capitolo include un’analisi di come si è strutturata la città, concentrandosi su uno o più aspetti di ognuna, e anche uno sguardo alle resistenze degli abitanti e dei cittadini che sono sorte in risposta ai conflitti generati dai diversi interventi urbani. Dopo questa mappa statale del disastro, l’epelogo “Del plano al mapa” cerca di confrontare e sintetizzare le principali dinamiche esposte nei vari capitoli sul modello egemone di città capitalista. Chiude il libro l’interessante sintesi del lavoro realizzato dal collettivo audiovisuale Left Hand Rotation con il laboratorio Gentrificación no es un nombre de señora in diverse città del mondo. LINK PER SCARICARE IL LIBRO IN PDF QUI

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Repensar Bonpastor: finalmente il libro!

25/04/2016 admin 0
È uscito "Repensar Bonpastor: Tejiendo historias de Barcelona desde el umbral de las casas baratas", il libro collettivo che è il prodotto e la memoria del Concorso d'idee per il quartiere di Bon Pastor, sul quale lavoriamo da molti anni.
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City Life: da vittime della crisi a attivisti contro la speculazione

23/03/2016 admin 0

A Boston, dove si concentrano molte delle università più importanti del mondo, nonché le sedi di corporazioni finanziarie che reggono le fila dell’economia mondiale, la disparità sociale è oggi la più alta degli Stati Uniti: a Roxbury, Dorchester o East Boston, a molti km di distanza da Harvard e il MIT, migliaia di latinoamericani, afroamericani o caraibici vivono in condizioni di miseria che non hanno uguali in nessuna città dell’Europa occidentale. …

El Forat de la Vergonya en Barcelona. Foto Girard Girbes, 2005.

Resistere è vincere: 10 anni nel Forat

23/06/2014 admin 0
Sono passati dieci anni da quella notte memorabile quando, dopo molti mesi in cui sopportavamo la sfacciataggine dei signorotti del comune, l'assedio continuo della polizia e la prepotenza degli imprenditori immobiliari, finalmente gli abbiamo restituito il colpo. Quando varie centinaia di abitanti e gente solidale sono riusciti a demolire il muro con cui il sindaco Joan Clos aveva ordinato di imprigionare il Forat de la Vergonya, abbiamo capito che la rivolta non è altro che l'ultimo atto di razionalità possibile di fronte a un ordine governativo basato sul saccheggio di quello che è comune.
En la isla de Poveglia, por lo visto, hay fantasmas.

C’è vita in laguna

26/04/2014 admin 0
Venezia si tende a dare per spacciata: il suo destino appare ineluttabile che poco si è fatto o pensato per tentare di cambiar rotta. Ma qualcosa bolle in laguna.
Ciutat Meridiana - foto de José Mansilla, 2013

Ciudad Meridiana… esiste!

05/10/2013 admin 0

La storia del quartiere di Ciudad Meridiana è un’ottima sintesi della schizofrenia urbanistica di Barcellona. Costruito negli anni ’60 su un terreno che era stato considerato troppo umido per farci un cimitero, senza servizi né infrastrutture, isolato e poco abitabile però con un forte attivismo sociale, è stato sempre un territorio problematico e sconosciuto al resto della città: molti dei suoi abitanti hanno iniziato a lasciarlo già negli anni ’80, in cerca di un miglioramento sociale e spaziale, superando il decennio in cui il quartiere aveva toccato l’apice della sua popolazione.  Dal 2001, con la “bolla immobiliare” che avvolgeva la Spagna e la Catalogna, iniziarono ad arrivare i migranti, con mutui a garanzie incrociate e altre amenità inventate dalle banche per “infiltrarsi nel mondo dei poveri urbani”, come scrive l’antropologo Jaime PALOMERA che ha studiato questo processo. Dopo, già in piena crisi, si è riparlato di Ciudad Meridiana come villa sfratti, e ora di nuovo come quartiere di attivismo e occupazioni. In questi giorni c’è stato un dibattito significativo: il Comune propone di costruire lì un innovativo “FabLab” connesso al MIT, ma gli abitanti richiedono lo stesso spazio per una mensa autogestita per far fronte alla miseria crescente in cui versano molte famiglie [vedi l’articolo].

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Congresso a Bologna: le dimensioni soggettive della vulnerabilità

01/09/2013 admin 0
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"Lean, Cover, Hold": ridurre i rischi in caso di terremoto a Kathmandu (Nepal). Foto: Stefano Portelli, 2013.

Il 5 ottobre a Bologna si riunirà per la seconda volta, dopo l’incontro di fondazione a Parigi, la Rete di Valutazione delle dimensioni soggettive della vulnerabilità (REDISUV) Cile-Europa. Le reiterate catastrofi naturali in Cile hanno fatto presente il bisogno di studiare più sistematicamente le soggettività delle persone coinvolte, sempre prodotto di delle condizioni sociali, economiche e politiche particolari. Il programma del congresso prevede interventi centrati sui disastri naturali, ma anche uno sguardo alla vulnerabilità “urbana” prodotto delle politiche neoliberali come quelle che il nostro gruppo ha studiato a Barcellona.

  • Bologna, giovedì 5 settembre 10-18: “Vite invisibili: dimensioni soggettive della vulnerabilità sociale, programma in PDF.
  • Davide Olori (2013) “Riprendersi il centro per opporsi alle espulsioni: il caso degli Immobili Recuperati Autogestiti a Santiago del Cile” [PDF]. “L’urgenza delle occupazioni post-terremoto ha fatto sì che il processo aggregasse organizzazioni informali (vicinato, parentela, lavorative) con alcune formali (politiche, partitiche) generando dinamiche di frattura e ricomposizione tra interessi, gerarchie e relazioni…”
  • Fabio Carnelli ha studiato etnograficamente le conseguenze del terremoto de L’Aquila alcuni anni dopo: la soluzione “militarizzata” non ha fatto altro che riacutizzare il trauma, ed aumentare la vulnerabilità della popolazione. Si veda Sismografie sulla web di Il lavoro culturale. E anche quest’articolo di Rita Ciccaglione, un anno dopo il sisma in Emilia Romagna.
  • Caterina Borelli ha appena pubblicato su academia.edu la sua Tesi su Sarajevo: “La ciudad post-traumática” (vedi anche questo post)
  • Stefano Portelli (2013), “Spatial reordering and social pathology in the periphery of Barcelona: the social impact of urban transformation”, intervento al XXI congresso dell’International Social Theory Consortium, Copenhagen, 26-27 giugno [Prossimamente!]
Las Marchas dos Santos en Lisboa.

Due città nella stessa Lisbona

27/08/2013 admin 0
Due Lisbone coesistono nello stesso spazio, ed esemplificano due immaginari urbani particolari: Le Marchas dos Santos populares evocano la memoria impossibile di un'organicità perduta, un tempo precedente alla "Fisura Pombalina", quando tutta Lisbona era "bairrista".
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Memorie di resistenza: la Flor de Maig

30/07/2013 admin 0
Quello che rimane: la Flor de Maig, costruito nel 1896 e fotografato nel 2013 (foto: José Mansilla).

La storia di Barcellona si può raccontare a partire dalle sue trasformazioni: dai piani urbanistici, i progetti ed i lavori, insomma, concentrandosi su ciò che muta. Ma si può anche raccontare a partire da ciò che rimane, attraverso gli elementi che sopravvivono, che sussistono nella voragine originata dalle lotte sul territorio. Alcuni elementi – parchi, piazze, edifici, angoli – come dicevano i sociologi urbani classici, mantengono un’identità, delle relazioni ed un significato popolare enorme. È il caso della Flor de Maig, la sede emblematica di una delle grandi cooperative operaie del secolo XIX e XX, che è portatrice della memoria di Poblenou: non una memoria qualunque, ma la memoria di una resistenza. Sin dal 2012, alcuni abitanti del quartiere ne hanno recuperato l’edificio, per trasformarlo in un luogo di denuncia contro la direzione di Barcellona come città neoliberista, o, come dice la loro web: per rispondere ai bisogni, alle sfide ed ai desideri insoddisfatti nella società capitalista attuale. Ci riusciranno?

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Di chi sono i “mega-eventi”?

11/07/2013 admin 0
Impatto sul livello "micro": una casa segnata per la demolizione a Río. Dal video No, I'm not going to the World Cup (2013)

Per chi erano le Olimpiadi del 2012 a Londra? Per gli atleti, gli sponsor, gli organizzatori, il pubblico? O forse erano per noi? La nostra amica Gynna Millan (UCL Development Planning Unit; nel 2009 ha presentato una proposta al concorso Repensar Bonpastor) ha lavorato con un collettivo di video-freaks sull’impatto dell'”evento più importante del mondo” sugli spazi, i parchi e i quartieri di Londra. Il risultato è un archivio di videointerviste disponibili sulla pagina di Whose Olympics? e un cortometraggio [vedi trailer]. Due anni dopo, ci chiediamo di nuovo: la Coppa del Mondo del 2014 in Brasile, per chi sarà? A copa do mundo nao e nossa“, scrivono degli architetti di Río Grande do Sur, citando Platone. I mega-eventi sono trasnazionali, come anche le proteste; ma il discorso della globalizzazione, che trasforma ogni fenomeno locale in un capitolo della stessa storia globale, nenche questo è nostro! Come riflettevamo in un incontro recente dell’OACU di Barcellona (dove ovviamente abbiamo il precedente dei Giochi del 1992), più che le somiglianze ci interessano le differenze: l’antropologia deve mantenere un occhio sulle corrispondenze e interrelazioni a livello “macro”, però esplorare soprattutto le articolazioni locali, l’incommensurabilmente “micro” – ciò che non si può confrontare, le particolarità di ogni storia, luogo, evento, e l’impatto specifico di ogni fenomeno su ogni singolo territorio.

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Assemblea Mondiale degli Abitanti al FSM di Tunisi

27/03/2013 admin 0
Marcha de apertura del FSM 2013, el 26 marzo en Tunis

Dal 26 al 30 marzo, a Tunisi, nel quadro del Forum Sociale Mondiale, si sta svolgendo l’Assemblea Mondiale degli Abitanti (AMA), organizzata dalle reti International Alliance of Inhabitants, Habitat International Coalition, a No-Vox. Ecco il programma; in preparazione dell’AMA, l’Alleanza Internazionale Abitanti ha realizzato il progetto visuale Memoria degli abitanti, raccogliendo centinaia di interviste ad attivisti per il diritto alla casa in 4 continenti. Aggiungiamo qualche riflessione sul Forum stesso, previsto in tempi di euforia generalizzata, ma che ora trova una realtà sociale molto complessa: L’altermondialismo cerca nuova aria a Tunisi, dal blog Tunisie Libre; WSF to blast austerity, Yasmine Ryan su Aljazeera; What I learned about feminism from a Moroccan men’s chorus, Maria Poblet su In these times; e One year after the revolution su Nawaat.…

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In occasione dell’elezione di un nuovo papa…

13/03/2013 admin 0
Clicca qui per vedere il video; e su CC i sottotitoli (ING-ITA)

Il discorso de la grande Manuela Trasobares [altro su di lei] durante la protesta contro la visita di Joseph Ratzinger a Barcellona, il 7 novembre del 2010, in un video fatto dal nostro amico Jordi Secall [sul suo blog]: la “mama” ci dà la linea sulla chiesa, lo stato, la storia… ricordandoci di quando, a Barcellona, su tutte queste cose avevamo le idee molto più chiare. [video originale sul blog di jordi secall :: versione ridotta su youtube, sottotitolata in SPAGNOLO, ITALIANO e INGLESE!]

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Sgomberi di campi nomadi a Roma

04/10/2012 admin 0
Seguendo le politiche della precedente amministrazione di sinistra, il comune di Roma sta realizzando una serie di sgomberi rapidi e semi-legali contro i pochi campi nomadi che ancora rimangono in città (si veda il comunicato di Amnesty International sullo sgombero del 28/9/2012 a Tor de' Cenci). Il pretesto è quello dei "problemi per la circolazione" o del "decoro", in una città in cui il traffico può paralizzarsi per un pomeriggio per l'apertura di un negozio, e in cui gli stessi partiti al governo infrangono le regole sull'uso degli spazi pubblici. Gli abitanti dei campi, molti dei quali sono a Roma da oltre 15 anni, sono obbligati a spostarsi in estrema periferia, in "villaggi della solidarietà" isolati e vigilati, e spesso resistono strenuamente alla deportazione. Questi interventi non possono non ricordare le politiche del Fascismo nei quartieri popolari del centro di Roma, i cui abitanti meno apprezzati erano deportati in periferia, ed obbligati a vivere in borgate mal costruite e tagliate fuori dalla città.
  • Video dello sgombero del campo di Tor di Quinto nell'estate 2012; Foto; Cronaca :: Video Rom a Roma da vicolo Savini alla Pontina 1 - 2
  • Fernando SALSANO (2007) Il ventre di Roma. Tesi di dottorato sulla monumentalizzazione del centro e la nascita delle borgate durante il fascismo.
  • Alla fine di agosto del 2012 è morto a Roma l'urbanista Italo INSOLERA. Con Antornio Cederna, erano tra le poche voci autorevoli che continuarono a denunciare senza tregua quelli che loro chiamavano "i nemici del genere umano", gli speculatori immobiliari. Un commento su Eddyburg, la mejo pagina web su città e trasformazione urbanistica in Italia.
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