Ancora sulla Vila Olímpica di Barcellona

15/09/2016 admin 0
La Vila Olímpica è considerata la più importante operazione urbanistica realizzata a Barcellona nel XX secolo. Per realizzare la sua costruzione si demolirono edifici obsoleti e si cacciarono i loro abitanti, come nelle riforme igieniste del XIX secolo. Ma le memorie esiliate hanno sopravvissuto all'urbicidio, e recuperano la loro esistenza ogni volta che gli sfrattati tornano sui luoghi recuperati.

Antropologia orizzontale sui margini di Barcellona

31/03/2015 admin 0
"La ciudad horizontal", libro di Stefano Portelli (Bellaterra, 2015), sulle casas baratas di Bon Pastor, un quartiere in cui fare ricerca è impossibile senza mettersi in gioco, senza rompere le barriere tra ricercatori e ricercati, senza svelare i veri obiettivi che muovono allo studio. Che in questo caso sono chiari: influire sulla pianificazione urbana, fermare la demolizione delle casas baratas, rivendicare che le decisioni sulle trasformazioni dei territori appartengano ai loro abitanti.

Resistere è vincere: 10 anni nel Forat

23/06/2014 admin 0
Sono passati dieci anni da quella notte memorabile quando, dopo molti mesi in cui sopportavamo la sfacciataggine dei signorotti del comune, l'assedio continuo della polizia e la prepotenza degli imprenditori immobiliari, finalmente gli abbiamo restituito il colpo. Quando varie centinaia di abitanti e gente solidale sono riusciti a demolire il muro con cui il sindaco Joan Clos aveva ordinato di imprigionare il Forat de la Vergonya, abbiamo capito che la rivolta non è altro che l'ultimo atto di razionalità possibile di fronte a un ordine governativo basato sul saccheggio di quello che è comune.

C’è vita in laguna

26/04/2014 admin 0
Venezia si tende a dare per spacciata: il suo destino appare ineluttabile che poco si è fatto o pensato per tentare di cambiar rotta. Ma qualcosa bolle in laguna.
No Picture

Il Segreto

08/02/2014 admin 0
Dal reportage "Fuoco e fiamme" di cyop&kaf

A metà gennaio in molti quartieri di Napoli si celebra ancora il rito del cippo di Sant’Antonio. Passato il Capodanno i ragazzini si mettono in cerca di legna da bruciare, spingendosi anche molto lontano dal proprio quartiere. Ogni banda ammassa la legna in un nascondiglio – “il segreto” – per proteggerla dalle incursioni dei gruppi provenienti dai quartieri vicini.   L’attesa del giorno del falò, il 17 gennaio, si consuma in frenetiche ricerche e poi nelle schermaglie, a volte reali, spesso immaginarie, per difendere il proprio tesoro dagli assalti dei “nemici”. Tutto si svolge in strada, quasi ventiquattro ore su ventiquattro: la mattina a volte si marina la scuola e la notte si monta la guardia al nascondiglio. Per raggiungere il loro obiettivo le bande sono disposte a scavalcare chiunque rappresenti un ostacolo, dai vicini del quartiere che si lamentano degli schiamazzi, fino ai vigili urbani che minacciano di sequestrare tutto per ragioni di ordine pubblico. A guardare più da vicino però si scopre l’esistenza di regole interne, di codici di comportamento, di consuetudini che si tramandano da una generazione all’altra. Sono gli stessi bambini che a scuola appaiono svuotati, pigri, demotivati, oppure, all’opposto, incontenibili e irrequieti. Nei giorni del “cippo” li ritrovi invece appassionati, assorti e disciplinati. Nel gioco avventuroso che hanno costruito con le proprie mani appaiono trasformati, fino alla catarsi finale quando la pira si accende e loro ci danzano intorno, cantando e lanciando nelle fiamme petardi e indumenti.

  • IL SEGRETO (2013), un film di cyop&kaf sul rituale del cippo nei Quartieri Spagnoli; menzione speciale della giuria al Torino Film Festival, selezionato per il festival internazionale Cinema du Réel di Parigi [trailer][pagina web][rassegna su Quinlan]
  • La sfida del cippo e la città alla finestra“, di Luca Rossomando, Repubblica Napoli 15/1/2013 [qui anche la traduzione in spagnolo], e “Il segreto di Sant’Antonio“, Napoli Monitor n. 53, marzo 2013.
  • cyop&kaf usa dipingere, anche se talvolta inciampa nella scrittura,
    nell’urbanistica, nella fotografia. Quando per la prima volta gli è capitata
    una telecamera tra le mani era intento da tre anni a dialogare con i Quartieri
    Spagnoli di Napoli. Il frutto di questo lavorìo è diventato prima un libro, QS,
    e adesso un film, Il segreto. Due opere-sintesi, che insieme provano a dar conto
    della complessità di un quartiere corroso dai pregiudizi. Per guardare dietro e
    dentro l’apparenza spesso brutale delle cose
    . Vedi anche il video Quore Spinato [trailer] e il reportage Fuoco e fiamme [link]
  • Napoli Monitor, giornale di reportage disegni ricerche e cronache, racconta Napoli e altre città sin dal 2007 [pagina web]
<a href=”http://www.cyopekaf.org/il-segreto/#1″ target=”_blank”><img class=”size-medium wp-image-5280″ title=”QS_cyopekaf” src=”http://periferiesurbanes.org/wp-content/uploads/2014/02/QS_cyopekaf-300×226.png” alt=”” width=”300″ height=”226″ /></a>
Del fotoreportage &quot;Fuego y llamas&quot; de cyop&amp;kaf

A mediados de enero, en muchos barrios de Nápoles se celebra aún <strong>el ritual del <em>Cippo di Sant’Antonio</em></strong>. Después de las fiestas de año nuevo, los chavales empiezan a buscar leña para quemar, incluso muy lejos de sus barrios. Cada pandilla acumula su leña en un escondite – <em><strong><a href=”http://www.cyopekaf.org/il-segreto/#1″ target=”_blank”>il segreto</a></strong></em> – para protegerla de los asaltos de las pandillas de otros barrios. La espera del día de la hoguera, el 17 de enero, se consuma en búsquedas frenéticas y en las peleas, a veces reales, otras veces imaginarias, para defender el tesoro de los “enemigos”. <strong>Todo acontece en la calle, casi venticuatro horas al día</strong>; por la mañana se salta la escuela, por la noche se hacen turnos para vigilar el escondite. Para llegar al objetivo, las bandas están dispuestas a pasar por encima de todo, sean los vecinos del barrio que se quejan del ruido, sea la policía que amenaza con secuestrarlo todo. Observando más de cerca, pero, se descubren reglas y códigos de comportamiento que se transmiten de una generación a la otra:<strong> son los mismos niños que en el colegio aparecen vacíos, perezosos, desmotivados, incontenibles e irrequietos; en los días del <em>cippo</em> en cambio se los ve apasionados, atentos y disciplinados</strong>. En el juego aventuroso que han construido con sus manos aparecen transformados, hasta la catársis final, cuando se enciende el fuego y se baila, cantando y tirando en las llamas los petardos y la ropa.
<ul>
<li><strong>IL SEGRETO</strong> (2014), una película de <strong>cyop&amp;kaf</strong> sobre el ritual del <em>Cippo </em>en el barrio <em>Quartieri Spagnoli</em> de Nápoles; de una idea de <strong>Luca Rossomando</strong>. Mención especial del jurado en el <a href=”http://www.torinofilmfest.org/?action=article&amp;id=427″ target=”_blank”>Torino Film Festival</a>, seleccionado para el festival internacional <em>Cinema du Réel</em>, Paris <strong>[<a href=”http://www.youtube.com/watch?v=s0pPPZpHEV0″ target=”_blank”>trailer</a>][<a href=” http://www.cyopekaf.org/il-segreto/#1″ target=”_blank”>página web</a>][<a href=”http://quinlan.it/2013/11/24/il-segreto/” target=”_blank”>reseña en <em>Quinlan</em></a>]</strong></li>
<li>”<a href=”http://napolimonitor.it/2014/01/16/24309/la-sfida-del-cippo-e-la-citta-alla-finestra.html” target=”_blank”>La sfida del cippo e la città alla finestra</a>”, de <strong>Luca Rossomando</strong>, <em>Repubblica Napoli </em>15/1/2013, y “<a href=”http://napolimonitor.it/2014/02/07/24493/il-segreto-di-cyopkaf-la-prima-napoletana.html” target=”_blank”>Il segreto di Sant’Antonio</a>”, <em>Napoli Monitor</em> n. 53, marzo 2013. <strong>
</strong></li>
<li><strong>cyop&amp;kaf </strong>dibuja, aunque a veces tropieza en la escritura, en la urbanística, en la fotografía. Cuando ha cogido la cámara de video por primera vez, llevaba tres años dialogando con el barrio <em>Quartieri Spagnoli</em> de Nápoles. El fruto ha sido primero un libro, <a href=”http://www.cyopekaf.org/books/qs-un-libro-dai-quartieri-spagnoli” target=”_blank”>QS</a>, y ahora una película, dos obras-síntesis que juntas intentan dar cuenta de la complejidad de un barrio corroído por prejuicios. Para mirar detrás y dentro la aparencia a menudo brutal de las cosas. <strong>Ver también el vídeo <em>Quore Spinato</em> [<a href=”http://vimeo.com/84214894″ target=”_blank”>trailer</a>] y el fotoreportaje </strong><strong><em>Fuoco e fiamme</em> [<a href=”http://napolimonitor.it/fotoreportage/quartieri-spagnoli-fuoco-e-fiamme” target=”_blank”>link</a>]</strong><strong> </strong></li>
<li><strong>Napoli Monitor</strong>, revista de reportajes, investigación, dibujos y crónicas, activa desde 2007 [<a href=”http://napolimonitor.it/” target=”_blank”>página web</a>]</li>
</ul>

No Picture

Taksim halkindir- Taksim è del popolo!

05/06/2013 admin 0

Quando stamattina faccio un salto al parco, trovo Taksim già straripante di gente in febbrile attività, fra bandiere di partiti della sinistra extraparlamentare, di gruppi della società civile, dalle femministe alle realtà LGBT, dai curdi agli anarchici, dai musulmani anticapitalisti ai marxisti…Un commento dalla nostra corrispondente a Istanbul:

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Terreni vaghi: Eyal Weizman sull’urbanismo militarizzato

03/05/2013 admin 0
Il conflitto territoriale in Palestina ha riformulato il principio secondo il quale un territorio, per essere governato, ha bisogno di essere costantemente rimodellato. Questo principio non riguarda solo la ricerca di una forma coloniale stabile, permanente, 'governabile', ma soprattutto la natura stessa del processo di colonizzazione, che si svolge attraverso la costante trasformazione dello spazio. Imprevedibilità e apparente anarchia sono parte di questa violenta logica del disordine.
No Picture

Urban Typhoon: città autogenerate a Mumbai

07/08/2012 admin 0
A chi non fa paura l'idea della crescita esponenziale delle città dell'Asia o del cosiddetto "terzo mondo", o l'idea apocalittica (anche se formulata da un punto di vista critico) di vivere in un pianeta degli slums? Eppure, nei luoghi in cui questo fenomeno si vive più da vicino - come nei quartieri popolari di Mumbai, India - l'idea di slum viene messa in dubbio da vari decenni. Parti della città che non meritano neanche il nome di quartieri, e che sono presentati sempre come caratterizzati da mancanze (d'igiene, di sicurezza, di integrazione, di controllo, addirittura di morale), ad uno sguardo più profondo rivelano storie e dinamiche complesse e funzionali, che sono state interpretate in forme molto diverse secondo le diverse scuole di pensiero. Dal loro ufficio nel quartiere di Dharavi-Koliwada (una zona resa famosa dal film Slumdog millionaire), gli attivisti urbani Matias ECHANOVE e Rahul SRIVASTAVA (del collettivo Urbz), da anni mostrano come una serie di strutture sociali spontanee, interne ai cosiddetti slums, generano un continuo miglioramento e sviluppo, spesso ostacolato dalle autorità locali o dai piani di riforma urbana. In territori densi e reticolari come boschi di mangrovie, gli unici strumenti di sviluppo valido sono quelli generati dagli stessi abitanti: homegrown, come i quartieri in cui vivono.
No Picture

Istanbul, città senza limiti. Video “Ekümenopolis”

15/11/2011 admin 0
"A Istanbul abbiamo superato i limiti ecologici, abbiamo superato i limiti della popolazione, abbiamo superato i limiti economici. Se mi chiedi dove ci porterà tutto questo, ti rispondo citando Doğan Kuban: al caos" Mücella Yapıcı, architetto.
No Picture

Seminario permanente sugli spazi urbani

06/11/2011 admin 0
Ci siamo riuniti per la prima volta il 15 settembre all'Università di Barcellona: l'idea è di incontrarci ogni ultimo giovedì del mese, per scambiarci progetti e riflessioni su città e spazio urbano, un tema che sembra avere una fondamentale importanza per l'antropologia che si sta producendo in questo momento nella capitale catalana. Qualche nome tra i partecipanti del seminario: Omar Borrás,che lavora sul calcio degli immigrati di Cochabamba a Barcellona; Andres Antebi, che ha un progetto di antropologia visuale in una piccola piazza di Tangeri; Ariadna Mestre che studia il Forat de la Vergonya di Barcelona come spazio teatralizzato; Caterina Borelli che dopo aver lavorato sulla riforma del Raval sta ora facendo ricerca a Sarajevo; Marco Stanchieri che lavora sulla trasformazione del quartiere di Vallcarca; Muna Makhluff che sta facendo ricerca sul campo alla Barceloneta; Alba Marina che studia la rete nomade della "salsa brava" a Barcelona; Miguel Fernández che lavora sull'applicazione del "civismo" nella calle Robadors; Marc Dalmau che si è concentrato sull'impatto della trasformazione urbana della Colonia Castells sulla forma di vita dei suoi abitanti; e, naturalmente, Manuel Delgado che ci coordina e ci reprime.