Antropologia orizzontale sui margini di Barcellona

31/03/2015 admin 0
"La ciudad horizontal", libro di Stefano Portelli (Bellaterra, 2015), sulle casas baratas di Bon Pastor, un quartiere in cui fare ricerca è impossibile senza mettersi in gioco, senza rompere le barriere tra ricercatori e ricercati, senza svelare i veri obiettivi che muovono allo studio. Che in questo caso sono chiari: influire sulla pianificazione urbana, fermare la demolizione delle casas baratas, rivendicare che le decisioni sulle trasformazioni dei territori appartengano ai loro abitanti.
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Urban Typhoon: città autogenerate a Mumbai

07/08/2012 admin 0
A chi non fa paura l'idea della crescita esponenziale delle città dell'Asia o del cosiddetto "terzo mondo", o l'idea apocalittica (anche se formulata da un punto di vista critico) di vivere in un pianeta degli slums? Eppure, nei luoghi in cui questo fenomeno si vive più da vicino - come nei quartieri popolari di Mumbai, India - l'idea di slum viene messa in dubbio da vari decenni. Parti della città che non meritano neanche il nome di quartieri, e che sono presentati sempre come caratterizzati da mancanze (d'igiene, di sicurezza, di integrazione, di controllo, addirittura di morale), ad uno sguardo più profondo rivelano storie e dinamiche complesse e funzionali, che sono state interpretate in forme molto diverse secondo le diverse scuole di pensiero. Dal loro ufficio nel quartiere di Dharavi-Koliwada (una zona resa famosa dal film Slumdog millionaire), gli attivisti urbani Matias ECHANOVE e Rahul SRIVASTAVA (del collettivo Urbz), da anni mostrano come una serie di strutture sociali spontanee, interne ai cosiddetti slums, generano un continuo miglioramento e sviluppo, spesso ostacolato dalle autorità locali o dai piani di riforma urbana. In territori densi e reticolari come boschi di mangrovie, gli unici strumenti di sviluppo valido sono quelli generati dagli stessi abitanti: homegrown, come i quartieri in cui vivono.
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Le periferie di Reclús

11/06/2012 admin 0
Secondo il geografo anarchico Elisée Reclús (1830-1905), le periferie delle grandi città non erano luoghi di esclusione in cui erano confinati coloro che non potevano permettersi di vivere in centro; erano invece proprio i margini, i suburbi, i luoghi ideali per creare forme di vita più vicine alla natura, senza perdere la relazione con il fermento della città (Reclús aveva partecipato alla Comune di Parigi), ma senza soffrire la densità estrema e malata della metropoli. Reclús passò l'ultima metà della sua vita adulta in periferia, rivendicando le ultime frange urbane come gli spazi che rompono la dicotomia tra natura e città - uno dei problemi centrali per i geografi e gli urbanisti della sua epoca, specialmente ecologisti ed anarchici (Patrick Geddes, Lewis Mumford y, en Catalunya, Cebrià de Montoliu).
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Seminario permanente sugli spazi urbani

06/11/2011 admin 0
Ci siamo riuniti per la prima volta il 15 settembre all'Università di Barcellona: l'idea è di incontrarci ogni ultimo giovedì del mese, per scambiarci progetti e riflessioni su città e spazio urbano, un tema che sembra avere una fondamentale importanza per l'antropologia che si sta producendo in questo momento nella capitale catalana. Qualche nome tra i partecipanti del seminario: Omar Borrás,che lavora sul calcio degli immigrati di Cochabamba a Barcellona; Andres Antebi, che ha un progetto di antropologia visuale in una piccola piazza di Tangeri; Ariadna Mestre che studia il Forat de la Vergonya di Barcelona come spazio teatralizzato; Caterina Borelli che dopo aver lavorato sulla riforma del Raval sta ora facendo ricerca a Sarajevo; Marco Stanchieri che lavora sulla trasformazione del quartiere di Vallcarca; Muna Makhluff che sta facendo ricerca sul campo alla Barceloneta; Alba Marina che studia la rete nomade della "salsa brava" a Barcelona; Miguel Fernández che lavora sull'applicazione del "civismo" nella calle Robadors; Marc Dalmau che si è concentrato sull'impatto della trasformazione urbana della Colonia Castells sulla forma di vita dei suoi abitanti; e, naturalmente, Manuel Delgado che ci coordina e ci reprime.