Memoria storica e falsificazioni nel centro storico di Barcellona

Foto: Joan Alvado (2008)

Per capire la profonda trasformazione urbanistica e sociale che ha investito il Barrio Chino di Barcelona, centro storico della città (che ora, dopo la gentrification e gli sventramenti, va chiamato “Raval”), si porta sempre l’attenzione sul sottoproletariato che vive e traffica nel quartiere: “gente della malavita e del malcostume” (1943). Sarebbe invece ben più proficuo rivolgere lo sguardo ad altri traffici, di ben altra portata e ben più occulti di quelli della malavita del Barrio Chino. La borghesia catalana ha cercato di trasformare e demolire il centro di Barcellona da oltre un secolo: il progetto dovette attendere durante la guerra e la dittatura, ma con gli anni ’80 si recuperò il vecchio sogno di dominio. “Queste 200 famiglie che erano al potere da 150 anni, avevano comprato i palazzi del centro, per far soldi a palate con la demolizione e ricostruzione di questi quartieri“. Leggere l’articolo inedito di Adolf  CASTAÑOS “La memoria e le sue distorsioni. Interessi occulti e sostituzione borghese nel Barrio Chino di Barcellona”  (2010) in PDF(Italiano) (originale spagnolo. Traduzione inglese).

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