Homegrown cities: questo sì che è sviluppo sostenibile

Gli attivisti del collettivo URBZ (dei quali abbiamo parlato in un vecchio post), stanno promovendo una campagna di crowdfunding per sviluppare un pezzo di terra a Bhandup, periferia nordest di Mumbai, dove costruire una casa sostenibile e compatibile con gli stili di costruzione locali. La casa, “home-grown” e realizzata insieme a costruttori autoctoni verrà venduta a un prezzo ragionevole per gli abitanti, e con il ricavato si finanzieranno nuovi progetti analoghi. L’idea è quella di contribuire a creare migliori condizioni di vita per gli abitanti dei cosiddetti slums, senza dipendere né dagli aiuti internazionali né dalle ONG. Questo sviluppo “homegrown” indebolisce la logica dei grandi progetti di sgombero e costruzione promossi dallo stato: spesso queste iniziative top-bottom finiscono per sradicare la popolazione e obbligarla a vivere in edifici di appartamenti verticali, cioè il grado zero del pensiero urbanistico, architettonico e sociale, responsabile di innumerevoli disastri urbani provocati dall’uomo, tanto nei paesi poveri come in quelli ricchi.

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