Tutte le città sono possedute

No si tratta quindi di sanare uno spazio malato, bensí di liberarlo dalla sua condizione malefica, cioè di salvarlo. Bisogna rigenerarlo, trasformare i suoi vizi in virtú e i suoi abitanti da peccatori a probi. Il nemico da sconfiggere non è solo il disordine, il caos, la povertà; il nemico da battere, in realtà, è il diavolo” (Manuel Delgado, “Todas las ciudades están poseídas”)

Tutte le metropoli sono intimamente legate al diavolo. Le città nascono per contrastare il terrore della natura selvaggia, il pericolo del non abitato, e nel loro centro hanno un axis mundi che protegge gli abitanti dal male. Ma invariabilmente tradiscono questo loro compito, poiché nel loro seno proliferano forze ancora più perverse di quelle che si proponevano di combattere. Il loro brulicare, la loro promiscua e incontrollabile interconnessione di corpi, idee e azioni, provocano un panico morale di fronte al quale la natura selvaggia sembra quasi dare sollievo.

Così, i richiami disperati a rigenerare, riqualificare, rinnovare la città, o le parti di essa che più preoccupano, sono sempre invocazioni a liberarsi del male. Si congiurano parole apotropaiche – cultura, legge, ordine, decoro – che, come salmi o mantra, alleviano la paura del male al solo pronunciarle, evocando un suo opposto “bene”, altrettanto immaginario e sognato. Il rinnovamento urbano è un esorcismo: si propone di scacciare i demoni, di uccidere l'”altro”, l’ospite non invitato, di purificare il corpo  della città, e di restituirlo pulito al suo legittimo proprietario – il “soggetto” immaginario e anonimo a cui dovrebbe appartenere lo spazio pubblico.

Per raggiungere questo scopo, non c’è limite alla violenza fisica. Chi si oppone al sacrosanto compito di scacciare il male, assume le stesse caratteristiche infide e diaboliche di chi difendeva le streghe, i sabba, le eresie.

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Il Raval, il “Xino”, il diverso, il male.
  • Manuel DELGADO “Todas las ciudades están poseidas, introduzione al libro di Miquel Fernández, Matar al chino, Virus, 2016, sulla demolizione del quartiere del Raval di Barcellona (“Barrio chino”).
  • Video della conferenza magistrale dallo stesso titolo, “Todas las ciudades están poseídas” di Manuel Delgado, al congresso Cittadinanza e spazio pubblico nella città neoliberale, Città del Messico, novembre 2017.
  • Questo documentario mostra perfettamente l’immaginario diabolico che si proietta sul centro della città, e in particolare sul Raval: “El carrer de la Cera“, 30 minuts, TV3, 1996.
  • Molti lavori antropologici sottolineano gli aspetti politici della possessione spiritica, sin dai grandi classici come Les maîtres fous de Jean Rouch (1955). Un esempio più moderno: Leslie A. Sharp (1996), The Possessed and the Dispossessed, sui medium in Madagascar.

Altre città, altri demoni:

  • Chiara ZANASI (2016) Demoni e metropoli, Manifestolibri, sull’esorcista cristiano padre Amorth, fino a pochi anni fa attivo a Roma. Testo della presentazione del libro, di Stefano Portelli (italiano).
  • Federica DI GIACOMO (2016) “Liberami“, documentario sull’esorcista padre Cataldo, attivo a Palermo. Qui una critica al film di un altro esorcista, padre Dermine.
  • Andrew Alan JOHNSON (2014), Ghosts of the New City, University of Hawaii Press. I fantasmi hanno penetrato l’immaginario sui vecchi edifici di Chiang Mai (Thailandia); ma le nuove urbanizzazioni non ne sono comunque al riparo.
  • Michael HERZFELD (2016), Siege of the Spirits: Community and Polity in Bangkok, University of Chicago Press. A Bangkok, invece, gli abitanti del vecchio quartiere Pom Mahakan sotto sgombero rivendicano il proprio diritto a rimanere, in quanto guardiani dei templi degli antenati. Gli spiriti che proteggono la città non sarebbero daccordo alla demolizione.
  • Ernesto DE MARTINO (2009 (1959)) Magic, A Theory From The South. HAU Books ha di recente tradotto in inglese il classico del grande etnografo italiano, Sud e Magia. Il testo completo è disponibile online! E qui una recensione di Stefano Portelli (in inglese) per il Journal of the Royal Anthropological Institute, 2017 [PDF]. Il libro contiene un capitolo eccezionale sulla pratica della magia popolare a Napoli e l’ambivalenza dell’illuminismo napoletano verso la magia. È molto importante anche il suo lavoro postumo, incompleto: La fine del mondo (Einaudi, 1977).
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Dove si annidava il demonio, adesso c’è una nuova Rambla.

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